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giovedì 10 marzo 2016

Guadaloupe



Il FUTURO dei Caraibi sono LORO !!!
Deshaies ,Guadeloupe, sotto la pioggia
Point a Pitre
Deshaies tramonto dal Paddy Boy
Point a Pitre mercato
Memorial dedicato alla tratta degli schiavi nei Caraibi
Fiori  selvatici e..
Point a Pitre Guadeloupe

Deshaies ,il paesino Isola di Guadaloupe
Guadeloupe, Point a Pitre "NEGRITUDINE"


Si veleggia insieme...



Domenica 28 febbraio 2016
Una "passeggiata" con il vento al traverso, 10/15 nodi, sole pieno, temperatura costante intorno ai 30°, acqua del Mar dei Caraibi intorno ai 28°: ci stiamo avvicinando all'isola di Guadeloupe, a 20Nm verso NE, dal delizioso arcipelago di Les Saintes.
Prima tappa la baia di Malendure (16°10' N ;61°47' W) ,all'ancora,per visitare il parco naturale intitolato a Jaques Cousteau.
Lasciamo il Paddy Boy davanti alla spiaggia con palme, ristorantini e negozietti multicolore e ce ne andiamo con il dinghi ad ancorare nelle"piscine"  turchesi di Pigeon Island.
Maschera e pinne: che spettacolo !!!
Quanti pesci, che belli, che colori, che acqua cristallina e calda, che paradiso!!!(Non abbiamo la "GO-PRO" : niente foto subacqueee..per adesso...NdR)
Robi ed io nuotiamo lentamente tenendoci per mano:vogliamo condividere questa meraviglia che ci circonda..
 Ora io, ora lui, indichiamo qualche pesce fuori dal comune o un corallo particolarmente splendido: non possiamo parlare con il "tubo" in bocca, ma i nostri "OOOHHH!!!" credo che si sentano egualmente.
Gli unici battelli autorizzati ad ormeggiare alle cinque boe sono riservati  ai sub : ci si può immergere per la prima volta o ottenere il brevetto "PADI".
Mentre nuotiamo beati,vediamo il battello a motore dei sorveglianti del Parco che  si aggira intorno al nostro "gommino": Robi si avvicina e fa capire che è lui il proprietario.
 Molto gentilmente, in francese, i due ragazzi in uniforme ci invitano a togliere l'ancora dal fondo sabbioso (proibitissimo !!!!, ma non lo sapevamo...) e ad ormeggiare il dinghi ad una delle boe per i  battelli dei "divers":"Mercì de respecter les sites...", e ci salutano con un sorriso " a cinquecento bianchissimi denti".
Rientriamo su Paddy Boy verso il tramonto.
 Dalla spiaggia ci arriva una musica fatta di percussioni, con un ritmo irresistibile.
 "Docciona" veloce e cena al volo: si va a terra per stare con la gente del posto e godere di questi ritmi caraibici .
E' domenica sera e la musica che sentiamo è tipica degli schiavi negri strappati dall'Africa tra il 17° e il 18° secolo, e costretti a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero, principale risorsa di Guadeloupe.
E la "GWO-KA": non si balla in coppia, la tradizione vuole che si possa ballare solo di domenica e che si possa finalmente dare vita a tutta la sofferenza , ma anche alla straordinaria sensualità di questa gente "creola", risultato di un centinaio d'anni di accoppiamenti tra bianchi,neri, indiani e cinesi.
 Si, dopo che gli schiavi negri ottennero la libertà, per mandare avanti il lavoro nelle fattorie e nelle distillerie di Rhum, migliaia di orientali si riversarono , da uomini liberi, sull'isola di Guadeloupe e mescolarono i loro cromosomi con bianchi e negri.
 Il risultato lo vediamo oggi per le vie di Point a Pitre, la capitale: ragazze "creole", esili, con gli occhi "a mandorla" e il nasino all'insù o ragazzi color cioccolato al latte con un fisico "sano" , dalle spalle quadrate con i muscoli ben in vista.
Molti "rasta" dalla pesante capigliatura raccolta in "sacchi" di tessuto colorato che ricade sulle spalle: nessuno di loro ama essere fotografato. Prima bisogna chiedere il permesso e la risposta è quasi sempre un "No" molto secco: pazienza , niente "rasta" sul blog...
Il complesso musicale che si sta esibendo nel piccolo ristorante sulla spiaggia attira un sacco di gente : anche noi ci muoviamo al ritmo dei tamburi, ma le movenze sensuali delle ragazze creole che, sbucando tra il pubblico, si esibiscono con passione,  sono inimitabili!
 Uno spettacolo "primitivo" che nessuna scuola di ballo può insegnare: qui è il "sangue" che parla...
Serata folk molto riuscita: ad un certo punto vengo invitata a suonare una "zucca" piena di semini.
 Faccio del mio meglio e mi diverto un mondo... Robi ,filma il tutto...

Mercoledi, 2 marzo 2016

Rimaniamo a Pigeon island ancora due giorni, poi veleggiamo, sempre con gran calma e goduria pura, verso Deshaies, una quindicina di miglia più a N.
Bella baia, ben riparata, tante boe per l'ormeggio (gratuite!), ma anche tanto spazio per stare all'ancora.
Lasciamo il Paddy Boy al sole e , con l'autobus di linea(8€ /pers/ a-r)ce ne andiamo a Point a Pitre, la capitale, per visitare il "Memorial ACTe" ,un grande edificio inaugurato nel 2015 da F. Holland, che raccoglie storia, manufatti e un centro genealogico dedicati alla tratta degli schiavi. Triste , ma ben fatto e molto interessante.
 Due ore abbondanti di visita  (15€ /persona)con audio-guida in inglese o spagnolo ( niente in italiano...) per conoscere meglio la storia dei Caraibi da Colombo ad oggi.
Una frase ci rimane impressa nella mente:"La libertà è un cibo che lo stomaco dei negri non è ancora pronto a digerire".
 La disse Napoleone Bonaparte nel 1802, ristabilendo la schiavitù in questi possedimenti francesi d'oltremare, dopo che molte menti "illuminate" si erano schierate a favore dei negri e della loro "negritudine", combattendo aspre battaglie politiche per la loro liberazione .   
Quando usciamo il sole sta tramontando .
La "negritudine" è ben visibile intorno a noi, e siamo nella capitale: baracche di lamiera, case di legno diroccate, immondizie ovunque,trasandatezza e sporcizia.
 Mi chiedo: se non ci fosse lo stimolo dell'impronta "bianca",le radici africane prevarrebbero anche oggi, trasformando la città in un villaggio di capanne ?
Eppure ho visto con i miei occhi i ragazzi delle scuole pubbliche, tutti "neri"( e i bianchi??), con la loro uniforme , maglietta "polo" colorata e jeans per i maschi, gonna scozzese al ginocchio e camicetta per le femmine, pulirsi le scarpe dal fango della strada, sul primo gradino del Bus, prima di pagare il biglietto e salutarci con un sorriso e un "Bonjour".
Avete un bel futuro da costruire: non mollate,ragazzi!



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