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sabato 24 giugno 2017

Galapagos


Sabato 13 maggio 2017
Decimo giorno di navigazione    

Notte di luna piena,cielo sereno .
Quattro sule con il becco azzurro e le zampine rosse sono rimaste tutta la notte  appollaiate a prua, sulle luci di navigazione,  lisciandosi le penne con cura maniacale, incuranti di onde e spruzzi.
L'ultima ci lascia verso le dieci del mattino quando avvistiamo un branco di delfini tondi e grigi, con una piccola coda, che saltano e giocano intorno al Paddy Boy.
Un tonfo improvviso ci rivela una manta bianca e nera che esce con un gran salto dalle onde.
Siamo diretti alle isole Galapagos,"santuario naturale" conosciuto in tutto il mondo e regolato da norme severissime a protezione di flora e fauna .
Intorno a noi cielo e mare sono ricchi di vita!
Alle ore 12 locali attraversiamo la linea immaginaria dell'Equatore :  baci, abbracci congaratulazioni .
Anche questa è fatta!
Siamo a vela da ieri pomeriggio, tutto fiocco e randa.
Vento da SE ,10/15 nodi.Si va di bolina larga/traverso.
Finalmente il cielo è tornato azzurro : i groppi sono finiti,solo qualche fiocchetto bianco a E .
Benvenuto SE ,"Mister Aliseo Stabile".
La stavamo propio aspettando con ansia!!
OBIWAN è arrivato stamattina a San Cristobal, nel porto di Baquerizo Moreno .
Hanno un vantaggio di 100 miglia e ci fanno da "apripista".
Non li sentiamo più nè in radio nè con il VHF: comunichiamo con il satellitare, ultima risorsa attiva a bordo del Paddy Boy.
Abbiamo bisogno di fare il pieno di diesel,ma non è così semplice.
Per sostare alle Galapagos è necessario un permesso di navigazione da chiedere in anticipo al Governo dell Equador oppure bisogna sborsare 1500 USD per una sosta di alcuni giorni a discrezione del comandante del porto.
Terza opzione : dichiarare un guasto che impedisce di continuare la navigazione in sicurezza.
Si tratta di "sosta forzosa" da comunicare al Comandante del Porto prima dell'arrivo.
Ci inventiamo una perdita di olio dall' impianto idraulico del timone, come a Cartagena, stavolta però è finta...
Abbiamo l'autorizzazione ad ancorare a Baquerizo Moreno.
Una lancia a motore con a bordo un agente ci aspetta al varco:primo controllo.
Sale a bordo Carmela, opulenta equadoregna intorno ai quarant'anni,jeans attillatissimi,senone prorompente e zeppe da 15cm.
Sembra una casalinga qualsiasi invece è lei il "factotum"del Porto.Le spieghiamo l'entità del guasto,ma per lei è arabo...
Ci comunica che tra un' ora salirà a bordo una commissione per controllare la situazione e rilasciare il famoso permesso per" sosta forzosa."
E qui si incomincia a pagare: 150 USD per Carmela, 100USD per un ragazzetto con maschera e pinne che controlla lo stato della chiglia.Se ci fossero troppi denti di cane o molluschi oceanici dal peduncolo flessibile appiccicati all'opera viva bisognerebbe andarsene.
Tutto a posto,il Paddy Boy è pulito.
Continua lo stillicidio di dollari: Immigration 16 USD, Ispezione 100USD,Fumigazione 100USD, Ceck out 16 USD, pieno di Diesel per le taniche 194USD. Il Comandante ci concede cinque giorni di sosta senza il permesso di cambiare ancoraggio.
Prendere o lasciare: prendiamo!!

Golfo di Panama: battaglia vinta!

Giovedi 4 maggio 2017

Ore 9.00    

Partiamo dall’isola Pedro Gonzales, arcipelago di Las Perlas.

Giornata perfetta con cielo terso e venticello attorno ai 10/12 nodi da E/NE. Si va di fiocco e randa con il Paddy Boy che scivola sereno tra le onde .

Robi prepara la linea di pesca a poppa:vediamo cosa ci regala questo Pacifico…

OBIWAN in breve ci supera: con solo il fiocco fa almeno un nodo in più.

Siamo in contatto con il VHF : Giovanni, attentissimo alla rotta ci suggerisce di puntare direttamente su Capo Mala per sfruttare al meglio l’ angolo del vento.

“Ay Ay,Sir”

Parte la frizione della canna: brevi strappi , silenzio, brevi strappi .

Che pesce sarà??

Riduciamo le vele per rallentare.

Robi comincia ad avvolgere la lenza: scrutiamo il mare a poppa per scorgere la preda che si dibatte furiosa e...vediamo un pellicano che,goffamente, con balzi e tonfi, cerca di liberarsi dalla nostra lenza che gli si è avvolta intorno ad un’ ala…!!! Ricuperiamo ancora un pò di lenza e poi tagliamo la linea per liberare il malcapitato volatile che se ne va un pò malconcio ma vivo...

Si riarma la linea con un’esca -killer composta da calamaretto rosso di silicone e pesciotto blu sempre di silicone  ,preziosi doni di Francesco.

Nel frattempo OBIWAN si allontana di qualche miglio...

Su le vele e si va a 5 nodi con un’arietta da 10 /12kts un pò deludente…

Dopo neanche un quarto d’ora riparte la frizione: scatto felino di Robi verso poppa per allamare con uno strattone deciso la nuova preda.

Stavolta i salti e i guizzi ci fanno intravvedere un bel “marlyn” intorno ai 10kg : “rostro” affilato e grande pinna dorsale aperta come una vela blu.Che bello !

Robi lavora alla  lenza con maestria: lascia e ricupera,in modo da stancare il pesce...che dopo qualche minuto trancia tutto e se ne va per i fatti suoi portandosi via anche l’esca supertecnologica di Francesco!!!

E due…

OBIWAN è sparito oltre l’orizzonte e il vento e’calato :tocca accendere il motore.

Al tramonto la situazione non cambia: vento “in muso” a 8 nodi ,mare calmo,cielo incredibilmente ricco di stelle come non lo avevamo mai visto prima:un Pacifico veramente pacifico…

Venerdi 5 maggio 2017

Ore 9.00

Secondo giorno di traversata: vele e motore per macinare le 111miglia percorse nelle prime 24 ore.No, non ci piace propio…

Sentiamo OBIWAN alla radio:sono circa 30 miglia davanti a noi,anche loro senza vento. Nessun gaudio dal mal comune...

Procediamo in rotta per le Marchesi, ma nel primo pomeriggio dobbiamo fare i conti con una bassa pressione che si annuncia da SO con groppi neri e pioggia.

Il vento aumenta fino a 28 nodi esattamente in faccia: dobbiamo dare due mani di terzaroli alla randa e ridurre il fiocco.

Arranchiamo spostandoci a S : impossibile mantenere la rotta per SO.

Con il motore a 2500 giri facciamo a mala pena 3 nodi mentre onde poderose  spazzano la prua del Paddy Boy.

La notte si presenta con buio pesto,pioggia battente,vento in rinforzo da SO e onde intorno ai 5 mt.

Per dormire un pò mi sdraio con i cuscinoni del pozzetto nel corridoio della cucina, unico punto della barca dove si sopravvive.Il resto è caos!

Ad un certo punto decidiamo di invertire la rotta e di tornare indietro.

La navigazione si fa più sopportabile, ma,accidenti, dobbiamo buttar via le cento miglia già fatte?? Eh no! Dopo un ‘ora ritorniamo in rotta e ricomincia la battaglia.

Alle tre di notte una “sula” si poggia sulla luce verde a prua:se ne sta in equilibrio con le zampe palmate ben avvinghiate al pulpito,sopportando pioggia e onde fino al mattino!!Chissà perchè la sua presenza in qualche modo ci conforta e ci aiuta ad andare avanti.Sensazioni…

Devo prendere una pastiglia contro il mal di mare,ma scendere sotto coperta è un’impresa di cui porterò il ricordo sotto forma di ematomi viola per vari giorni…

Sabato 6 maggio 2017

Terzo giorno di navigazione.

Sembra che il peggio sia passato:il cielo è sempre scuro, piove sotto i “groppi” ma il mare si è un pò placato.

Sentiamo OBIWAN alla radio: nella burrasca di ieri si è strappata una cucitura della randa. Stanno tutti bene,ma sono “cotti”.

Giovanni ci sconsiglia di portarci troppo a S : potremmo incappare nella famigerata ITCZ, la zona di convergenza intertropicale, dove pioggia intensa e mancanza di vento ci terrebbero intrappolati per giorni e giorni.

Noi siamo provati,ma speranzosi : adesso arriva il SE e ce ne andiamo belli belli alle Marchesi con il vento al giardinetto come da manuale…

E invece no!

Sempre ‘sto SO in faccia, persistente,cattivo, che alza un mare incrociato color del piombo.

Domenica 7 maggio 2017

Quarto giorno di navigazione.

Si va a motore, rotta 250° sperando di tenerci a N delle Galapagos.

Il vento è  calato,il cielo è grigio.

Siamo tristi…

Lunedi 8 maggio 2017

Quinto giorno di navigazione

Pesantissimo!

Stiamo arrancando verso l’ isola di Malpelo con un SO dai 25 ai 30 nodi che non vuol mollare!!Le previsioni erano decisamente ottimistiche e sballate!

OBIWAN è ormai a 50 miglia da noi, ma la situazione purtroppo non cambia: previsto vento da SO per le prossime 72 ore.

Avremmo dovuto aspettare a Las Perlas ?

Sarebbe stato meglio tornare indietro tre giorni fa ?

Ormai è inutile pensarci su : si va avanti .

Martedi 9 maggio 2017

Sesto giorno di navigazione.

Facciamo bordi lunghissmi di bolina stretta.

Cerchiamo di tenere il più possibile mura a SX per bilanciare il peso delle taniche,bombole del gas e serbatoi benzina per il fuoribordo che abbiamo sul passavanti di SX. A DX altrettanto peso dovuto ai serbatoi interni di acqua e diesel: progetto Beneteau da rivedere…

OBIWAN è a 60 miglia da noi: “guadagna acqua” anche senza randa! Bravi !!

Avremo il malefico SO ancora per oggi e domani,poi speriamo che entri il S e si vada di nuovo in rotta.

Robi è sempre impegnatissimo con le vele: riusciamo finalmente a spegnere il motore!!Finora abbiamo consumato tre taniche da 20 lt ciascuna.

Il nostro nuovo pilota automatico “Marco” non ci ha mai mollato ,nonostante le pessime condizioni del mare. Urrah!!

Mercoledi 10 maggio 2017

Settimo giorno di navigazione.

OBIWAN ha montato la randa di rispetto: c’è voluta tutta la mattina .Giovanni Raffaella e Alessandro ce l’hanno fatta nonostante le onde ed ora hanno ripreso a volare a 6/7 nodi...ma...anche per loro il carburante si sta esaurendo prima del previsto. Che facciamo ?

A bordo del Paddy Boy bisogna cambiare l’olio del motore:abbiamo raggiunto le 250 ore/motore previste. Per fortuna il mare è più calmo e il motore è spento da ieri.

Robi, eroico, entra in sala motore e inizia la procedura di cambio olio e filtro.

Esce dopo una ventina di minuti leggermrnte verdolino in volto e va subito in pozzetto a prender aria...Un vero lupo di mare :non ha neanche vomitato !

Giovedi 11 maggio 2017

Ottavo giorno di navigazione

Alle prime luci dell’ alba entra il vento da S !! E vvvaaaiiiii !

Bolina larga,50/60°polari, a 6 nodi,finamente !!

Venerdi 12 maggio 2017

Nono giorno di navigazione

Finita la bombola del gas riempita a Cartagena in ottobre: panini fino alla meta o cambio bombola in navigazione ? Robi accetta la seconda opzione...Mio eroe!!

La radio di bordo ci da alcuni problemi : due fusibili dell’impianto si surriscaldano dopo pochi minuti e Airmail non sintonizza le frequenze in maniera automatica come aveva sempre fatto:che p….!!!

Ci sentiamo al volo con OBIWAN: bisogna ripiegare sulle Galapagos per rifare il pieno di diesel.

Non sappiamo quanto vento avremo per le prossime 3000 miglia che ci separano dalle Marchesi: meglio non rischiare il “ciondolamento” nel mezzo del nulla in balia del mare..Correggiamo la nostra rotta.

Prossimo porto di arrivo a 200 miglia da qui : San Cristobal,Galapagos.


giovedì 22 giugno 2017

OBIWAN

Lunedi 1 maggio 2017

Fatta cambusa di frutta e verdura , pieno di gasolio (540 lt in tutto comprese le taniche legate in coperta)e acquistate tre bombole di 10 kg ciascuna.All’ orizzonte verso Est i grattacieli di Panama City...non ci attirano granche’... Abbiamo bisogno di mettere la prua tra le onde !!

Martedi 2 maggio 2017

Stiamo per salpare verso le 20 quando ci arriva un SMS dai nostri amici Giovanni e Raffaella di “OBIWAN”

“C’e’ Alessandro, italiano, lo riconoscete dal pizzo legato con l’elastico.Verrebbe in Pacifico con noi. Ce lo portate a Las Perlas?”

Ok!! Alle 22 sale a bordo un bel ragazzo alto, capelli lunghi castani, occhi azzurri , pizzo con elastico ,zaino e chitarra :e’ lui!

Salpiamo dopo qualche minuto: zero vento e notte stellatissima.

Alessandro ci insegna a riconoscere le costellazioni con una “app” del suo tablet:bello!

Non c’e’ verso di andare a vela  e passiamo la notte navigando a motore intorno ai 5 nodi.

Per noi velisti il rumore del motore e’ sintomo di sconfitta…

Martedi 3 maggio 2017

Alle sette del mattino arriviamo all’ancoraggio dell’isola Pedro Gonzales dove ci aspetta OBIWAN.Davanti a noi una lunga spiaggia deserta con alcune case sulla collina di fronte:purtroppo l’acqua del mare e’ verde e fangosa, per niente invitante.

Sulle montagne dell’istmo di Panama e’ iniziata la stagione delle piogge. I fiumi riversano lungo la costa masse di pericolosi detriti galleggianti e acqua fangosa:qui non si nuota volentieri...chissa’ che non arrivi anche qualche coccodrillo come alle San Blas…

Grazie ad una “dritta “ di Giovanni, nel paesino di baracche sulla collina ad un miglio dalla baia, riusciamo a riempire nuovamente la tanica di diesel consumata durante la navigazione notturna.

Raffaella ed io scendiamo a terra con il suo dinghi per fare quattro passi in spiaggia. Vediamo un signore vestito di tutto punto con VHF portatile che ci viene incontro. E’ un addeto alla sicurezza dell’isola . Molto gentilmente ci informa che possiamo passeggiare solo sulla spiaggia senza inoltrarci all’interno:l’isola e’ privata. Ci chiede il nome della nostra barca e quello del comandante, quanto tempo contiamo di rimanere in baia e dove siamo diretti.

Per far prima gli scriviamo il tutto sulla sabbia…

Lui prende diligentemente nota e ci saluta con un sorriso…

Ore 19 :a cena da OBIWAN per pianificare la partenza per le Marchesi: 4000 Nm di Oceano Pacifico...quasi 8000km...da percorrere a 10 /12 km all’ora...si andasse in bicicletta,si sarebbe piu’veloci ...saranno trenta giorni ,piu’ o meno, di mare,mare,mare e cielo.

Abbiamo gia’fatto l’Atlantico.

Sappiamo cosa ci aspetta.

Ce la possiamo fare, ma un po’ di tremarella c’e’ sempre…

Per fortuna siamo in compagnia di Giovanni, Raffaella e Alessandro.

Il loro Etap 39 e’piu’ veloce del Paddy Boy…

Chiunque e’piu’ veloce del nostro” Paddy” che  ,in piu’,adesso e’ pieno di diesel, scatolame,bombole di gas, acqua potabile ,frutta ,verdura, ma ha anche il nuovo pilota automatico che ci ha montato Marco !!

Dai che ce la facciamo!!!!

Il meteo non e’propio magnifico: una bassa pressione sta portando venti molto forti e mare formato verso la California.Sembra che sia tutto molto  lontano dal Golfo di Panama e che ci possiamo aspettare solo un po’ di vento da SW , quindi in faccia,intorno ai 15 kts per uno o due giorni, finche’ la perturbazione non si smorzera’.

Di solito e’ una gran noia attarversare il Golfo di Panama fino alle Galapagos, tanto motore e poco vento…

Si va? Si va!

Partenza prevista :

Giovedi 4 maggio,ore 9 locali, dopo colazione...tanto,che fretta c’e’...?



Dall'Atlantico al Pacifico

Sabato 29 aprile 2017

Sempre in contatto con Erick, l’ agente che intasca 300 USD per occuparsi di noi prima e durante il passaggio nel Canale di Panama, ci trasferiamo per una sola notte a Shelter Bay (50 USD), dove domani mattina  imbarcheremo quattro “line handlers”,le quattro cime da 50mt e otto parabordi “oversize”.

Saranno i quattro “line handlers”che dovranno manovrare le cime di ormeggio del Paddy Boy a poppa e a prua: vedremo come ci impacchetteranno all’interno delle chiuse…

30 aprile 2017

Primo giorno di Canale

I “line handlers” che ci arrivano a bordo alle h 12 sono quattro ragazzetti di colore intorno ai 18/20 anni con Tshirt , bermuda ,zainetto e scarpe da ginnastica.

I quattro si sistemano a poppa mentre usciamo dall’ormeggio di Shelter Bay e ci dirigiamo ai “Flats” dove alle 16 imbarcheremo il pilota ,”advisor”,che dirigera’ tutte le manovre del Paddy Boy all’interno delle chiuse.

“Advisor” perche’ sara’ sempre Robi a timonare  nostra barca : abbiamo gia’ firmato una liberatoria per l’ Autorita’ del Canale che non si assume alcuna responsabilita’ per gli eventuali danni sofferti durante il percorso nelle chiuse e sul Lago Gatun.

Alle 16, puntuale, arriva Moses, il primo “advisor” che sara’ con noi fino al lago Gatun.Si guarda intorno e riconosce i quattro “bischeri” a poppa: sembra contento di averli a bordo. Ci conferma che hanno molta esperienza e che sono dei ragazzi affidabili: meno male…

Ci avviciniamo alla prima chiusa in compagnia di altre due barche: “Papillon”catamarano francese e “Henrietta” mono-scafo inglese.

Entriamo e ci impacchettano legati stretti stretti con cime a prua,poppa e “spring” laterali.Il cat al centro e noi ai lati.

La chiusa e’ tutta per noi, nessuna nave davanti o dietro.

Dall’alto delle pareti in cemento grezzo della chiusa gli addetti a terra lanciano un “pugno di scimmia “ a cui verranno agganciate le nostre cime da 50 mt .

A bordo i ragazzotti dovranno cazzarle o rilasciarle seguendo i comandi dell”advisor”.

Alle nostre spalle le imponenti pareti d’acciaio della chiusa , muovendosi lentamente , si agganciano l’una all’altra. Siamo dentro.

L’acqua del Lago Gatun entra vorticosa a riempire gli spazi e solleva le nostre barche con una rapidita’ sorprendente. I ragazzi si danno da fare con le cime per mantenere il nostro “sandwich” esattamente al centro della chiusa. In pratica a bordo del catamarano si girano i pollici, mentre noi ed “Henrietta”, barche laterali, sopportiamo tutta la trazione.

Ci solleviamo di parecchi metri: oramai possiamo guardare il porto di Colon dall’alto mentre galleggiamo nell’acqua dolce all’interno della prima chiusa.

Si fa sera..

Ci attende ancora una chiusa prima di navigare fino alla boa  sul lago Gatun a cui attraccheremo per passare la notte .

Nel prestampato che avevamo firmato durante la misurazione, era previsto che l’armatore offrisse la cena all”advisor” e ai “line handlers”. No problem: pastasciuttona italian style o insalata di riso ?Tutto gia’ pronto a bordo...Tutto divorato in un attimo!

I fanciulli alle cime sembravano delle idrovore...

Alla boa il pilota ci saluta: il giorno dopo un collega vera’ a sostituirlo, mentre i quattro giovanotti passeranno la notte a bordo…!

Li sistemiamo in coperta, con cuscinoni in pozzetto e due amache a poppa. Per fortuna non piove.

Dopo cena uno di loro, Guty, ci offre un inaspettato concerto con la chitarra di Robi.

Siamo sul Lago Gatun, la notte e’ serena, la musica ci culla: che esperienza unica…

30 maggio 2017

Alle 8 arriva Arthur, il secondo “advisor” che ci portera’ in Pacifico.

Nel frattempo i quattro “bimbi”si sono divorati latte,cacao, biscotti, pane ,Nutella e marmellata in quantita’ industriale…

Si riparte: 27 Nm di Lago Gatun da percorrere ad almeno 6 nodi tra isole boscose e spiaggette di terra scura.Vediamo anche un coccodrillo che sonnecchia impassibile sul fango della riva…

Le chiuse di Miraflores sono in discesa.

Entriamo prima noi, piccolisimi e fragili, seguiti da una immensa, bianchissima ,torreggiante nave da crocera.La chiusa si svuota in pochi minuti.

Arthur ci racconta che tutto il meccanismo del Canale e’ rimasto lo stesso da piu’ di cento anni: un ottimo progetto iniziale ed una costante manutenzione ne fanno un’opera di ingegneria tuttora valida.

Da un anno e’ attivo un secondo canale,piu’ largo, parallelo al primo, che riesce a smaltire piu’ velocemente il traffico commerciale che converge a Panama da tutto il mondo. I prezzi per il passaggio sono elevati: il “business” del Canale e’ una miniera d’oro in mano al Governo panamegno, ma sembra, come sempre accade, che tanta ricchezza non venga distribuita in maniera equa, rimanendo ben appiccicata alle tasche dei politici di turno. “Niente di nuovo sotto il sole “...

Ore 17.15  si apre l’ ultima chiusa e siamo in Pacificoooo!!!

Applausi spontanei da tutti noi a tutti noi: adesso comincia l’avventura!!

Alle 18 ormeggiamo ad una boa al Balboa yacht club di Panama : postaccio con acqua fangosa, mare mosso dal traffico continuo di navi e barche di servizio, con un dislivello di marea intorno ai ⅗ mt. Contiamo di andarcene al piu’ presto…

Arriva una pilotina e sbarca il sig. Arthur, mentre una lancia a motore ,previo compenso di 12 USD ,porta a terra i quattro fanciulli con relativi parabordi e cime di ormeggio da riconsegnare ad Erik.

E anche questa e’ fatta.

Contenti.

Adesso bisogna pensare alla cambusa di frutta e verdura e poi via, verso l’arcipelago di Las Perlas a 35 Nm da qui, primo passetto nell’immenso blu del Pacifico!

Noi , e il nostro Paddy Boy sotto il ponte di Las Americas….ma chi l’avrebbe mai detto??

mercoledì 26 aprile 2017

Il Canale di Panama: prima di passare...

LINDTON BAY MARINA al tramonto con il baretto di Carlo e Lisa

Lisa

La misurazione del Paddy Boy ai Flats

Il nostro numero per il Canale di Panama

Tappetino nuovo per la mia cabina
Uno anche per la cucina...


Tramonto a Lindton Bay Marina
Lindton Bay Marina, 25 aprile 2017

“...E sono ancora qua, ci vuole abilita’!”
Carlo e Lisa al bar di Lindton Bay Marina

Mi piace questa canzone di Vasco e se siamo ancora qua,Robi ed io con il nostro Paddy Boy , vuol dire che un po’ di abilita’ ce l’abbiamo pure noi..

.Prossima tappa: Canale di Panama.

Tutti ci hanno detto che e’ emozionante.
Ci aspettano un  po’ di burocrazia da sbrigare , parecchi dollari da sborsare e tempo a disposizione per arrivare alla data del passaggio: “Take it easy” ci canta Bob Marley…
Noi abbiamo contattato un “agente” che per 350 $ ci togliera’ ogni pensiero...
Erik Galvez ,tel.+507 6676 1376
Si tratta di :
                1)Prendere appuntamento per la misurazione della barca.
Noi andremo all’ancora nella zona dei  “Flats” (09° 20’N;079°54’W), all’interno del Porto Commerciale di Colon, evitando accuratamente Shelter Bay Marina (09° 22’N;079 57’ W), soprannominato “Shelter Pay”, per le sue tariffe intorno ai 50$ per notte.
Ai “Flats”ci raggiungera’ con una “pilotina” un funzionario dell’autorita’ portuale con tanto di centimetro e vari moduli da riempire.
Tra questi una “liberatoria” per il Canale che non si assume alcuna responsabilita’per il nostro passaggio.
Loro si occupano delle grandi navi , noi piccolini e insignificanti siamo quasi un fastidio per l’imponente traffico marittimo commerciale che arriva qui da tutto il mondo.
                 2)  Ottenere il numero per il passaggio nel registro dell’Autorita’ del Canale
                 3)  Pagare il Canale.
800$ fino ai 50piedi, 1300$ oltre i 50 piedi, poi non so...
                 4) Noleggiare almeno dieci parabordi belli robusti  
(NON pneumatici da camion)
                 5)  Noleggiare quattro cime da 50 mt ciascuna,da 22 mm,senza giunzioni
                 6) Ingaggiare per due giorni un massimo di quattro baldi giovani esperti e fidati che maneggino con cura le cime di ormeggio per il Paddy Boy all’interno delle chiuse.(50$ ciascuno al giorno)
Io dovro’ cucinare per loro e per il “pilota” che verra’ a bordo, cinque persone in tutto piu noi due, una colazione, un pranzo e due cene.Dobbiamo anche garantire acqua fresca imbottigliata da bere durante il transito.
Molti ci hanno assicurato che si puo’ far tutto senza ricorrere all’ agente, ma bisogna versare un deposito cauzionale di 800$ che viene restituito qualche settimana dopo e si deve andare di persona, in taxi, nei vari uffici di Colon per sbrigare tutte le pratiche.
Fa tanto caldo .Da Portobello a Colon sono sempre 50 km in bus,ben che vada almeno due ore di viaggio nel traffico intenso e inquinantissimo.
Non vorremmo trovarci in una Odissea di uffici e orari, pratiche in spagnolo e incomprensioni varie...
Paghiamo Erik e dormiamo sonni tranquilli.
Misuriamo il Paddy Boy il 2 aprile : sono 45 piedi compresi pannelli solari a poppa e musone con l’ancora a prua.
Il 29 aprile e’ la data di transito: ci va bene.
Dobbiamo garantire una velocita’ minima , a motore, di 5 kts .
Stiamo aspettando la catena nuova per l’ancora che arrivera’ a Lindton Marina solo dopo Pasqua e siamo impegnati nel montaggio e collaudo del secondo pilota.
“Don’t warry, be happy”...sempre Bob Marley….
I giorni scorrono intensi, con gran caldo, poco vento e qualche piovasco che aumenta a dismisura l’umidita’ dell’aria.
I fiumi hanno scaricato tanta acqua dolce color ocra nella baia di Portobello: potrebbe esserci anche qualche coccodrillo...e non scherzo!
Il 21 aprile,finalmente ci spostiamo a Lindton Marina : e’arrivata la catena calibrata dall’Italia, con un mese di ritardo….
La montiamo sul nostro salpa ancora e aggiungiamo anche uno snodo in acciaio inox (la “banana”)che permette all’ancora di posizionarsi correttamente sul musone di prua.
Robi installa il nuovo comando per l’elica di prua ordinato a Miami su Amazon: sorpresa! Le connessioni dell’attrezzo nuovo non sono adatte ai cavi vecchi. Azz….!
Errore nostro?
La ricerca su internet ce lo dava come “universale” ma cosi’ non e’...230$ buttati...Ma porc…..!
Questo e’ il futuro: niente piu’ negozi tradizionali con il commesso che ti puo’ consigliare. Fai gli ordini “on line”, in una lingua che non padroneggi del tutto e se sbagli paghi.
Siamo vecchi..ce ne rendiamo conto...ma il contatto umano risolveva parecchio…
Nonostante tutto ,stare a Lindton Marina (9° 36’ N ; 079° 34’W) e’’ una goduria che paghiamo volentieri 20$ al giorno.C’e’ acqua dolce in abbondanza inclusa nel prezzo :e vvvaiiii di docce esagerate  a poppa del Paddy Boy!!
L’ultimo marina che abbiamo frequentato e’ stato a Las Palmas ,Gran Canaria, gennaio 2016, poi sempre all’ancora o , peggio, sull’invaso in cantiere.
Ci sentiamo in vacanza!!
Il baretto del Marina ,su una piattaforma galleggiante in  faccia al tramonto , ha cambiato gestione da qualche giorno e l'atmosfera di tutto il Marina e' migliorata...
Adesso se ne occupano Lisa, vietnamita nata e cresciuta a Los Angeles e Carlo, italiano di Monza, sempre disponibile,  con alle spalle un sacco di stress da lavoro massacrante che ,alla fine, lo ha fatto scappare dal Bel Paese.
Avevo conosciuto Lisa a Cartagena, in settembre: simpatia immediata.
Lei vive su un 33 piedi , due alberi (??) ,“Pearl”, con Toni , il suo compagno e il loro cagnone “Nara”.
Sono giovani, senza figli, senza un programma di vita : prendono quello che viene, liberi di mollare gli ormeggi e partire in qualsiasi momento.
Una bella vita…una continua avventura....
“Buena suerte “ ragazzi!

martedì 18 aprile 2017

Portobello

16 aprile 2017    Pasqua

Due mesi  all'ancora in baia a Portobello : un’eternità!

Per fortuna il posto ci piace e ci ha consentito ,con il suo ridosso perfetto senza risacca, di lavorare a bordo in sala motore, nonostante il caldo infernale, senza vomitare…
È stato un luogo di incontri importanti: Egidio e Giselle, Marco e i deliziosi Chiara e Fabio di “Adriatica”.
Siamo all’ancora davanti al resort “Otro Lado”, quattro ville dai colori pastello immerse nella foresta tropicale.
Carnevale dei Diablos

Il Cristo Nero di Portobello

La fortificazione del 15°secolo

Fritz e Hilde di Bella Ciao a Portobello

Portobello lato Sud

Il nostro numero di registro per il passaggio del Canale di Panama

PORTOBELLO

I Diablos

Chiara e Fabio
&


Il Bus di linea


Il punto di ritrovo dei velisti a Portobello

Chiara e Fabio,sposi a settembre!,
"OTRO LADO resort"
Niente musica assordante, niente “citras” né zanzare ,solo l'inquietante ululato-ruggito delle scimmie urlatrici.
Sembra di avere King Kong a due passi, invece, come dice Marco :”Es una mierda pechegna de cinquenta centimetros”
L’ora più bella è quella subito dopo il tramonto, quando il mare diventa un olio, le luci del paesino e del resort si accendono discrete e la temperatura finalmente si abbassa di qualche grado: magica notte tropicale…
Qui abbiamo ricevuto le medicine per me e per Robi , introvabili a Panama, spedite dall’Italia  con MBE ,grazie alla dedizione della nostra cara amica Betti.
È stata un'Odissea di venti giorni, con la spedizione che , arrivata negli USA ,è stata bloccata nel Tennesee (????)dalla Drugs and Food Administration.
Ci siamo affidati a Coray Ward, ottimo elemento,responsabile di MBE a Panama, che ci ha tenuti costantemente aggiornati con Whatsapp.(c.ward@panamambe.com)
Dopo ore di telefonate in inglese, mail , copie delle ricette e ricevute della farmacia di Trieste, finalmente il pacchetto ci è stato consegnato da Coray in persona a “Casa Vela” , un baretto infimo , gestito alla ” va la che te va ben” da Ray e Brigit una coppia di tedeschi che si è arenata qui cinque anni fa ed ha perso completamente lo “sprint teutonico”...
In “Casa Vela” Ray ha allestito anche un laboratorio di riparazioni per vele, tendalini, ecc.:  abbiamo rinforzato la base del fiocco ,sostituito la “penna” un pochino usurata, ripassato le cuciture “biscottate” dello sprayhood.
0Prezzo accettabile, lavoro ben fatto.
Il risultato più importante lo abbiamo “sudato” insieme a Marco: montare il secondo pilota automatico ha messo a dura prova la nostra resistenza psico-fisica, ma ce l’abbiamo fatta!!! GRAZIEEEE MARCOOOOO!!!!!!
Adesso siamo agli sgoccioli: questa settimana deve arrivare la catena nuova per l’ancora, altra storia infinita che va avanti da febbraio e il nuovo pannello di controllo per l’elica di prua.
Nel frattempo abbiamo fatto cambusa con zaini e borsoni di plastica, avanti e indietro dal “Rey” e dal “Super 99” di Colòn.
Un viaggio di un’ora e mezza  lungo la costa tra paesini fatiscenti e agglomerati di ville di lusso, circondati da mura con filo spinato, solo per panamensi ricchi.
Gli autobus di linea sono i tipici “ scuolabus” made in USA degli anni sessanta, aerografati con colori sgargianti.
Il soggetto principale è Cristo,con citazioni dalla Bibbia lungo tutta la fiancata, alternate a immagini di Walchirie nude , Willycoyote e Beep Beep , attori del cinema : no limits, a piacere!
L'interno è fatiscente, assolutamente lurido, ma con un’ impianto stereo da discoteca, tenuto sempre “a palla”: i più fighi hanno lo schermo TV da quaranta pollici fissato sopra la testa del conducente…
Noi due viaggiamo con i tappi per le orecchie, ma i locali cantano e battono il tempo sugli schienali appiccicosi dei sedili in plastica, oppure seguono il film ...incantati e silenziosi.
Credo che saltino anche qualche fermata per vedere come va a finire la storia...
Quante persone possono salire sul bus? Bella domanda…
Siamo in America Latina: non ci sono regole! Ne abbiamo viste di tutti i colori, ma la vita qui ha una sua filosofia :”No stress”
Un’osservazione “olfattiva”: nonostante il caldo torrido non c’è alcuna puzza di sudore.Uomini donne e bambini, alle volte terribilmente grassi ,profumano di bagnoschiuma...
Portobello è un paesino con una storia affascinante.
Unico ridosso conosciuto fin dall’antichità, conteso da spagnoli e inglesi,fortificato già nel quindicesimo secolo, ha visto passare di qua personaggi del calibro di  Sir Francis Drake,il famoso corsaro di Sua Maestà Britannica, morto propio qui stroncato ...dalla diarrea.
Purtroppo anche migliaia di schiavi africani provenienti dal Congo hanno popolato queste terre.
Oggi le loro tradizioni sono tenute in vita dall’associazione “Casa Congo” .
I “Diablos”, maschere che dovrebbero impersonare i l Male(con gli occhi azzurri …!!!), sfilano nelle stradine del paese dimenandosi con urla e suoni di campanacci: è il “Carnevale Congo”, arricchito da bancarelle che preparano tanto cibo “fritto fritto,pesante pesante” improponibile al nostro palato mediterraneo.
Portobello è un luogo dalle potenzialità infinite: potrebbe ospitare un magnifico marina,qualche  fornito Chandler Shop che farebbe la felicità di noi naviganti, ristoranti e bar ben gestiti e puliti, ma...così non è e non sarà mai.
L’America Latina è un mondo a parte dove la mentalità imprenditoriale europea o anche americana si arena, perde di significato, viene inghiottita dalla burocrazia e dalla noncuranza.
Una speranza però c’è: tanti ragazzi e ragazze in divisa da “college”, tipicamente “British”.
Belli, puliti,magrolini, sorridenti: studiano, parlano un pò d’inglese,sono curiosi del mondo che li circonda…
Contiamo su di loro!

PS: Dall'8 aprile , alle 01.30 UTC, su 14422 ,ci colleghiamo ogni  sera ( 20.30 ora locale di Panama) via radio SSB, con Max di “Y2K”, Diego di “Meccetroy” e Luigi che vive ormai da anni in Polinesia Francese.
Max e Diego sono in navigazione verso le Marchesi, senza sosta alle Galapagos: ascoltiamo avidamente le loro parole per imparare il più possibile su rotta, correnti, Zona di convergenza intertropicale  …
Tra poco tocca a noi!!!!
Mammmmamiaaaaa…...





venerdì 14 aprile 2017

Marco








14 marzo 2017,Portobello,Panama.

Al baretto “Casa Vela” di Portobello qualche giorno fa avevamo incontrato  Enrico, italiano,residente da molti anni a Cancoon in Messico.
Ex proprietario di una flottiglia di barche a vela da charter a Cuba,  stava  lavorando già da tre mesi al rigging di un catamarano di sessanta piedi che aveva disalberato alle Marchesi nonostante la sostituzione delle sartie e il successivo  scrupoloso controllo (!!!!????)
Acciaio cinese di scarsa qualità?? Potrebbe essere…
Enrico aveva appena concluso un contratto con Guido ,un  tedesco che vive a Puerto Lindo a 20 km a N di Portobello.
Ce lo descriveva come una persona seria ed affidabile, anche se le sue tariffe “europee” risultavano decisamente “sopra le righe” per questa zona : 50 $ /ora..!
 ...Made in Deuchland...
Guido può montarci il secondo pilota automatico….perchè non basta curare la psiche....bisogna anche darsi da fare material-mente…
Approfittiamo della macchina a noleggio di Egidio e Giselle e facciamo una gita con loro a Puerto Lindo alla ricerca di Guido.
Lo troviamo bagnato fradicio che scarica pezzi di barca dal suo pickup: ha appena finito di “cannibalizzare” uno scafo in vetroresina finito sul reef a Panamarina…”mors tua…”
Fissiamo un appuntamento a  Casa Vela, per poi salire a bordo del Paddy Boy con il dinghi,per le 10.30 del giorno successivo: bisogna vedere come sistemare il nuovo pilota e quale  sia  il modello adatto a noi.
Ci scambiamo il numero di telefono per comunicare con Whatsapp…
Bene : un altro passetto verso la serenità della Giuli, che comunque continua,diligente ,i “compiti per casa”...
Alle 11 non c’è traccia di Guido. Nessun messaggio…
Provo a chiamarlo: niente..
Alle 13 riprovo: nessuna risposta…
Alle 14 .30 lo vediamo arrivare a Casa Vela: ci dice che ha passato la notte con la febbre alta , che si scusa ma è andato dal medico e deve subito rimettersi a letto.
Niente preventivo finchè non si sentirà meglio.
Azz….
Torniamo in barca sconsolati…
Mentre meditiamo sul da farsi seduti a poppa del Paddy Boy,si avvicina un mini-dinghi in plastica rigida color giallo polenta.
A bordo un signore alto e magro ,capelli ricci e neri, pelle olivastra e sorriso accattivante che ci chiede,in inglese, quale sia la profondità nel punto in cui abbiamo filato l’ancora.
La sua barca è dall'altra parte della baia e vorrebbe spostarsi più vicino al paese.
Ce ne stiamo a chiacchierare per quasi un'ora: Marco è appena arrivato dalla Giamaica con una bella veleggiata di quattro giorni.
Naviga da solo,su “Utopia ll”, un 43 piedi di acciaio ed è al suo secondo giro del mondo.
E’ nato e vissuto in Brasile,ma viaggia anche con il passaporto italiano,grazie ai suoi antenati calabresi : Cianflone è il suo cognome “verace”.
Pilota di elicottero momentaneamente in “periodo sabatico” ha attrezzato la sua barca come un’astronave .
Gli spieghiamo il nostro problema con il secondo autopilota: “E’ facile, ve lo monto io!”
In un primo momento non gli crediamo,ma Marco insiste con una sicurezza disarmante :ne ha già montati altri su barche di amici e sulla sua ne ha quattro!!?
Robi, indeciso,manda un whatsapp a Giuseppe Vedda,il nostro “guru”dell’ elettronica di Licata.
Consiglio di Giuseppe:”Non toccate nulla se non avete a disposizione un tecnico Raymarine che vi garantisce il lavoro! Potreste fare dei danni...Lasciate tutto così com’è che è meglio..”
E adesso ?
Una cosa è certa: a Panama non esiste un tecnico specializzato Raymarine,a Colon nemmeno.
La situazione è grottesca: qui passano migliaia di barche a vela ogni anno,ma non c’è un servizio di assistenza nè un negozio di nautica degno di rispetto.Visto da qui il “Motomarine”di Trieste sembra Disneyland !!
Che facciamo??Che alternativa abbiamo??
Ce la sentiamo di affrontare l’immensità del Pacifico affidandoci ad un autopilota con la tecnologia di quattordici anni fa? E se ci molla??
“Marco, siamo nelle tue mani…!”
E Marco non ci molla !
Ordiniamo l’EV400 della Raymarine a Miami.
Arriva a Panama dopo una settimana: ce lo consegna a Portobello Emilio,fattorino ufficiale di Arturo Romero di “Marine Warehouse”.
Robi e Marco fanno “ lavoro di squadra “:io preparo bibite fresche ,merende,pranzi,omelettes con la Nutella…
Si va più volte a Colon in bus per acquistare cavi elettrici e altri componenti a tenuta stagna da montare sulla colonnina del timone: temperatura esterna 30°...in sala macchine meglio non misurarla..
Quattro giorni di lavoro intenso e siamo pronti per il collaudo: il Secondo autopilota risponde bene ad ogni comando mentre giriamo su e giù per la baia di Portobello per una ventina di minuti.
Benone!! Applausi !!   
Complimenti a Marco e a Robi!!  Urrah  !!
Felici ,il 9 aprile andiamo insieme ad “Utopia ll”  a “misurare” la barca ai “Flats” ,zona di ancoraggio del porto commerciale di Colon.
Mentre navighiamo sereni il Secondo si ammutolisce.
Ahia…
Il Primo ricupera le luci della ribalta e ci conduce vittorioso a Colon.
Fatta la misurazione si ritorna a Portobello,sempre insieme a “Utopia ll”.
In navigazione a motore con vento a 20 kts “in muso”,il Primo, con una serie di “beep beep” sempre più flebili defunge pure lui.
Ahiaiaiiiiiii….
Chiamiamo Marco con il VHF10 per condividere lo sconforto: “Niente paura, portate di nuovo in vita il Secondo e state a vedere per quanto tempo regge senza sconnettersi”
Inutile dire che siamo nella m…. ,esattamente come aveva previsto Giuseppe…
Ma...al nostro fianco abbiamo Marco ,positivo,sorridente,sicuro di sè che non molla!!
Ci sono delle interferenze che non permettono ai due piloti di funzionare senza disturbarsi a vicenda: bisogna isolare completamente ogni apparecchio.
Sulla colonnina del timone ci sono gli strumenti del vento e della profondità,il GPS con l’ AIS incorporato e i due Autopiloti : ciascuno deve lavorare per conto suo,senza interferenze.
L'importante è agire con calma, pensando bene ...Aiuuutooooo!
No problem :SuperMarco è sempre al nostro fianco…
Altri due giorni di cavi , switch, fascette,etichette...e finalmente si riprende il mare per il secondo collaudo. Mammamiiiaaaaaa….
Primo:perfetto.
Secondo :perfetto
Purtroppo un fastidioso “beep beep” di sottofondo  ci segnala che ancora qualcosa  non va…
Stiamo in mare per più di un’ora e il rumorino non cessa, ma i due Piloti lavorano alla grande alternandosi al comando a nostro piacimento.
Pensa che ti ripensa, l’unico punto in comune dei due sistemi è la pompa idraulica.
“Chi la dura la vince” e non saremo noi a mollare!
SuperMarco sa il fatto suo: un sorriso di trionfo gli illumina gli occhi incredibilmente azzurri…
11 aprile 2017, martedi.
Altre due ore di lavoro ,bagnati fradici di sudore e si arriva alla configurazione finale di tutto l’impianto.
Primo pilota : con “switch”sulla  pompa, va allo stantuffo idraulico,
Secondo pilota: va direttamente alla pompa ,perchè essendo di una tecnologia più avanzata, non ha ritorni di corrente.
Costi:
Pilota EV 400 Raymarine più spese di spedizione e dogana: 3170$
Cavi elettrici,interruttori,ecc.:150$
Manodopera: 
Marco ci ha dedicato due settimane del suo tempo SENZA CHIEDERE UNA LIRA!!!!
    GRATIS!!!!.
“Mi guadagno da vivere pilotando elicotteri,non installando piloti…”
E poi uno non dovrebbe credere ai miracoli ????!!!!!
Grazzzieeeee Marcoooooo !!!!!

PS: Guido si è fatto vivo tre giorni fa con un preventivo di 4000$ solo per l'autopilota...!!??

Pannellino per switch in teflon azzurro ricavato da un tagliere da cucina: ottima idea!
Situazione sulla colonnina del timone in pozzetto.
A poppa due braccetti e un solo cilindro idraulico
" Ponte" in teflon per alloggiare il braccetto del secondo autopilota,sempre ricavato da un tagliere da cucina.

Serena-Mente, Divina-Mente

Sono rimasta così,a bocca aperta,
in piedi davanti ad Egidio che mi “scannerizzava”(?) con la sua mente, nel giardino in riva al mare di “La morada de la Bruja”(La casa della strega), a Portobello.
Siamo all’ancora in questa bella baia ben ridossata dai primi di marzo.
Egidio e Giselle , di Torino, li abbiamo incontrati per caso (???) dieci minuti fa alla” Casa Congo” : tra italiani è  subito scattata la simpatica affabilità dei compatrioti…
Si beve una“cerveza” e ci si racconta…
Egidio...pensieroso..


Egidio...sorridente!

Un incontro eccezionale!!

Giselle,Giuli,Egidio : insieme sul Paddy Boy
Finalmente le parole scorrono facili e nella lingua madre i concetti si esprimono con più chiarezza: Robi ne approfitta subito…
Siamo ,per caso(???) ,tutti e quattro a Portobello:noi in barca  ,loro in macchina .
Un viaggio via terra da New York a Panama, attraverso l’ America centrale: tanto da vedere,tanto da fotografare, tantissimo da imparare…
Racconto ai due nuovi amici delle mie ansie, delle notti insonni alle San Blas, delle mie indecisioni sul Pacifico…
Dopo pochi minuti  Egidio si alza e mi dice:”Mettiti in piedi che voglio vedere una cosa…”
Mi alzo obbediente ,incuriosita ma senza minimamente immaginare cosa sarebbe avvenuto …
Egidio ha dedicato trent’anni della sua vita ll’esplorazione della mente umana e  mi
“ legge” come un libro aperto.
“Verifica” la mia “sofferenza” spingendo con la sua mano verso il basso il   mio braccio destro teso mentre pronuncio una frase che descrive  una mia “paura”.
Se la “paura” espressa è quella che la mia mente riconosce come “reale”, il braccio cede con dolore , altrimenti rimane orizzontale senza alcuno sforzo, nonostante la pressione della mano di Egidio,  in piedi davanti a me, in un bar in riva al mare a Portobello…
Dopo pochi minuti arriva la diagnosi : “Hai paura che le tue decisioni non coincidano con quelle di Roberto” .
Vero.
La cura, o “i compiti per casa” , come li chiama Egidio, da ripetere per 21 giorni,senza interruzioni, in modo che il cervello possa ristabilire l’ equilibrio iniziale, si compone di pochi “esercizi”.
Devo guardare il dito indice della mano destra,tenerlo alzato sopra la testa e tracciare per almeno tre volte, lentamente, iniziando verso destra, il segno dell ‘ infinito, mentre ripeto il mio “ mantra” :”Decisioni coincidenti”.
Devo poi mettere il mignolo della mano sinistra al centro della fronte e far forza  su un tavolo o una parete con il braccio destro,o anche con una gamba se mi è più comodo, in modo da  far “memorizzare” al cervello il nuovo “messaggio”.
Tutto qua.
Niente antidepressivi, niente allucinogeni, niente chimica estranea a me: la mia mente si cura da sola.
Basta crederci…
Mi aspetto che Robi si metta a ridere,scettico come sempre davanti a queste “stregonerie”,e invece lo vedo pensieroso, attento…
“A me fa male una spalla, c’e’ un rimedio anche per questo?”
Egidio non si scompone e “scannerizza” anche Robi…
Per lui i “compiti per casa” sono diversi dai miei, ma devono protrarsi,  con costanza, sempre per 21 giorni.
“ Il dolore alla spalla dipende dai denti(!?).La tua postura è sbilanciata : hai un fianco più alto dell’altro. Bisogna ri-allinearti.
Devi”picchiettare” la guancia,poi con il mignolo eseguire la memorizzazione facendo pressione con il braccio su un tsvolo,una parete,come ti viene meglio…”
C’è  di che riflettere…
Io pensavo che l’origine delle mie paure fosse la mancanza del secondo pilota automatico, la paura di disalberare, la mancanza di un motivo per proseguire il viaggio in Pacifico, mentre con l’aiuto di Egidio la prospettiva è totalmente cambiata.
Mi rendo conto che avevo già sentito parlare di questa “medicina, -filosofia,- cura “ dalla mia amica Arianna a Messolongi ,in Grecia,tre anni fa...ed ecco che adesso ,per caso (???) posso sperimentarne di persona l’ efficacia .
Da brivido.
C’è Energia tutto intorno e dentro a noi, basta saperla riconoscere e ristabilire l’Armonia, ma non voglio parlare di qualcosa che non conosco …
Accetto Egidio e la sua cura come una immensa, incredibile benedizione, pronta ad eseguire,con fiducia, i miei compiti per casa, confortata anche dal sostegno di Robi che è deciso a fare altrettanto.
Egidio e Giselle si fermano a Protobello solo due giorni.
La loro breve sosta “casuale”(???) in questo paesino dello stato di Panama ha cambiato la mia vita .
Perchè propio loro?
Perchè propio qui ?
Perchè propio nel momento in cui ne avevo più bisogno?
WOW !!!