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giovedì 14 settembre 2017

Viva la vita!

A passeggio per Papeete con il naso per aria, ci troviamo per caso davanti a dei "murales " magnifici.
 Stiamo andando all'ospedale centrale per eseguire il controllo annuale della situazione diabete/pressione/colesterolo di Robi.Costo di tutti gli esami del sangue più quelli delle urine : 105 €
Non abbiamo una assicurazione medica , ma la spesa è ragionevole .
Sono esami di routine quindi nulla di serio che preveda una degenza. A quel punto l'assicurazione sarebbe opportuna...
L'ospedale è modernissimo :una bella sorpresa!
Medici e infermieri sono assolutamente gentili.
Il risultato delle analisi ci arriveràvia e-mail tra due giorni :perfetto!
In attesa di vendere il Paddy Boy ci stiamo godendo le comodità di Tahiti , circondati da persone gentili e sorridenti.
'L'autobus non arriva mai ?
I taxi hanno prezzi assurdi ?
 "No problem",  basta fare l'autostop e in pochi minuti una madam o un monsieur si fermano e ti portano a destinazione.
Hanno sempre voglia di chiacchierare e noi turisti siamo i loro soggetti preferiti...
Che bel posto, Tahiti !!
Il Municipio di Papeete

"Murales"





Architettura coloniale per il Municipio di Papeete

Ospedale centrale di Papeete


Ninfee nel laghetto del Municipio di Papeete


Monsieur Philippe stranamente in ufficio...

Un dinghy insolito...!

mercoledì 13 settembre 2017

Alla boa.

Settembre 2017
Siamo a Tahiti da due mesi .
Da Point Venus ci siamo spostati a Papeete ed ora siamo ormeggiati ad una boa del Marina Taina ( 130 € al mese).
Il campo boe può accogliere 150 imbarcazioni: dai primi di agosto è tutto esaurito ! Non èpossibile prenotare una boa: noi abbiamo inviato una mail qualche giorno fa per conoscere la disponibilità delle boe e ci è andata bene !!
L'isola di Moorea, ad una decina di miglia verso Ovest, in controluce, ci regala tramonti spettacolari.
La barriera corallina ci protegge dalle onde creando una laguna di alcune miglia .
Una estesa piattaforma di acqua turchese poco profonda con sabbia candida  e teste di corallo abitate da migliaia di pesciotti colorati  che arriva a cinquanta metri dal Paddy Boy , ci regala nuotate e "snorkeling" indimenticabili.
Il rumore sordo delle onde che frangono ci accompagna giorno e notte...
Il dinghy dock con il rubinetto per l'acqua potabile è ad un centinaio di metri da noi.
All'interno del Marina c'è la lavanderia con la "biblioteca" dove si possono condividere i libri cartacei, scritti in varie lingue, dono delle barche in transito.
Le docce calde , il centro per le immersioni subacquee , i ristoranti e gli uffici del Marina sono tutti raggiungibili in pochi minuti di passeggiata lungo i pontili affollati di barche.
L'ufficio del nostro broker "Raiatea Yacht", ci fornisce il Wifi gratuito, ma lento, da lunedi a venerdi: un bel risparmio...
A cinque minuti dal Marina il centro commerciale "Carrefour" con supermercato, ambulatorio medico , farmacia e ufficio postale : comodo!
Domanda spontanea dopo anni in Grecia e Croazia dove la manutenzione è un "optional":
c'e' da fidarsi di una boa "tahitiana"?
La nostra è su un fondale di 20 mt : con la luce giusta si riesce a vedere  la cima di nylon da 30 mm che sparisce nel blu, ma il corpo morto?
Le previsioni meteo danno tre giorni di  vento da SE oltre i trenta nodi : ci sarà un pò di onda all'interno della laguna ...
Decido di fare la "rompi..." e chiedo a monsieur Philippe ,  direttore del Marina ,se c'è un sub che possa ispezionare il corpo morto e rassicurarci sulla sua tenuta.
La risposta , accompagnata da un simpatico sorriso sotto i baffetti bianchi , mi lascia di stucco: "Domani mattina alle 8 verrò io stesso a controllare".
Puntuale, muta e bombole, la mattina dopo Philippe lega il suo gommone al Paddy Boy e si immerge  per un "ceck" del nostro ormeggio e di quello dei nostri vicini spagnoli di "Jomai".
Il controllo è  gratuito !!
Tutto in regola.
E se lo garantisce il "boss" in persona... c'è da fidarsi.
Resta il fatto che MAI prima d'ora ci è capitato di incontrare il dirigente di un Marina che ,invece di starsene in poltrona nel suo ufficio con l'aria condizionata e delegare ad altri il lavoro pesante, sia fisicamente  "sul campo di lavoro", sempre in giro per i pontili con la sua bicicletta o in mare con il gommone.
Complimenti a Philippe !
L'isola di Moorea in controluce al tramonto
Sempre Moorea, sempre spettacolare...
Brutto tempo su Moorea
Uno dei Bar del Marina Taina
"Maramu", forte vento da SE  in arrivo...
Dalla nostra boa di fronte al Marina Taina,alle spalle la costa Ovest di Tahiti
Relax e aperitivo al bar al tramonto...
Il Boss: monsieur Philippe
Marina Taina, Papeete
Marina Taina, Papeete

venerdì 1 settembre 2017

Clandestino a bordo!

Agosto 2017
Tahiti

A dire il vero ce ne eravamo già accorti a Portobello: era solo un guizzo sul passavanti, un movimento furtivo svelato dalla luce della luna piena...
Nessun danno a bordo, nessun disagio per noi : non era un topo.
Bene.
Continuiamo i nostri preparativi per il "Grande Salto" senza pensarci più :ci aspettano  il Canale di Panama e la traversata del Pacifico.
Mente e fisico impegnati ventiquattro ore al giorno ad allestire il Paddy Boy...
Poi, un pomeriggio, poco dopo il tramonto , il "fantasmino" ricompare.'Stavolta non mi scappi!
Un rapido scatto con il cellulare ed ecco la prova: abbiamo un clandestino a bordo! Cinque cm di lunghezza per, forse, venti grammi di peso, zampine ,quattro, con unghiette e ventosine, codina lunga e occhietti da rettile feroce(??!).
Un geco.
Delizioso, timido,nottambulo, ma soprattutto avido divoratore di insetti .
BENVENUTO a bordo, carissimo!!
Avrai di che abbuffarti con tutte le zanzare, le mosche, i "citras"o "bugs"o"no-nos" che ci sono in circolazione con 'sto caldo umido: contiamo su di te per tenere il Paddy Boy sgombero dagli insetti molesti!
Lasciamo che "Geky" continui il suo lavoro, gli auguriamo "buon appetito" e salpiamo l'ancora .
Facciamo il Canale di Panama poi navighiamo per dieci giorni con  mare tosto e vento contrario fino alle Galapagos.
Qui ci fumigano il Paddy Boy.
Proseguiamo il viaggio.
Ventitre giorni di traversata fino alle Marchesi, un mese in giro per l'arcipelago , poi la breve sosta a Fakarava, poi Tahiti.
Relax.
E..."Geky "?
Boh ?! Più visto in giro...
Poi, un pomeriggio, sempre al tramonto, all'ancora a Venus Point eccolo di nuovo: sta leccando beato e concentratissimo una buccia di mela che mi è caduta sul teak dall'oblò della cucina!!
Ma non dovevi mangiarti gli insetti ??
Signore e signori vi presento "Geky Vegè", esemplare unico di geco vegetariano, amante delle mele made in New Zealand, non chè lupetto di mare !
Ogni pomeriggio, al tramonto, gli metto le bucce della mia mela in un piattino sul passavanti.
Pochi minuti dopo lui arriva e se le lecca avidamente.
Non ha paura di noi, ma temo che il suo compito di "ammazzazanzare" sia un capitolo chiuso.
Tra poco sarà la stagione dei mango: proveremo un sapore nuovo, tesorino ?

giovedì 31 agosto 2017

Vendiamo il Paddy Boy.

Venus Point, Tahiti.
Ci diamo subito da fare per vendere il nostro amatissimo Paddy Boy.
E' vero, non abbiamo smesso di amarlo e di considerarlo una gran bella barca, comoda e sicura, ma sappiamo anche che la nostra esperienza marinaresca è arrivata alla sua conclusione: forse troppo presto ? Non è una questione di tempo ma di gioia.
Senza gioia, soddisfazione, entusiasmo non si naviga: si arranca galleggiando...
Perchè vendere la barca a Tahiti e non in Nuova Zelanda dove, così dicono tutti, il mercato è attivo e garantisce ottimi affari ?
Primo : bisogna navigare fin laggiù e sono quasi tremila miglia di mare non facile.
Secondo:per farlo in sicurezza (??) bisogna spendere i bei soldini necessari a testare il timone, che forse ha bisogno di boccole nuove e il"rigging"o "sartiame", che ormai ha tredici anni .
Terzo: la Nuova Zelanda concede un visto di tre mesi, con una estensione a sei. Se riusciamo a vendere la barca in un periodo così breve siamo veramente fortunati... se no ??
Quarto: l'agenzia di broker chiede una percentuale del 6,5% sulla vendita
Quinto:l'ingresso e la permanenza nelle acque neozelandesi presenta varie lungaggini burocratiche  e l'obbligo di mettere la barca in secco per togliere la vecchia antivegetativa e darne una nuova, compatibile con le normative locali.
A Tahiti  "se plus facil!"
Possismo rimanere in Polinesia Francese per tre anni , non abbiamo altri obblighi che quello di registrare il nostro ingresso in queste acque , l'agenzia di broker chiede il 5% sulla vendita ed il mercato è altrettanto vivace poichè comprende Australia, Nuova Zelanda,Nuova Caledonia e Stati Uniti.
C'è anche il vantaggio che la barca si trova già nel "campo di crocera" più ambito di tutto il Pacifico.
Ci vuole comunque un po' , o forse tanta, fortuna...
Contattiamo "Raiatea Yacht" : il titolare , Alexandre, viene a bordo per scattare le foto che metterà sul sito internet dell'agenzia.
Il prezzo : 110.000 €
Non ci resta che incrociare le dita e aspettare che l'annuncio, pubblicato snche su "Yacht World" e"Cosas de Barcos" dia i frutti sperati...
Non abbiamo fretta: siamo in luglio e la prossima stagione delle piogge , e degli uragani..., inizierà appena a dicembre.
E intanto ci godiamo Tahiti....
Il "Diadema" visto dal Paddy Boy in navigazione lungo la costa Ovest di Tahiti
Eccoci con un gruppo di "indigeni"delle isole Marchesi
Tatuaggi splendidi su una pelle assolutamente perfetta
Musica tradizionale davanti alla sala dei matrimonii di Fa-a
Matrimonio polinesiano in bianco e turchese
Tatuaggi e collane portati con orgoglio da persone sempre sorridenti e gentili

giovedì 24 agosto 2017

Capitolo secondo :il nostro "Piano B"

Arriviamo a Tahiti il 12 luglio,
e filiamo l'ancora nella baia di Matavai, appena doppiato il reef di Venus Point , costa di NE.
Un ancoraggio perfetto in 7 mt ,con un panorama stupendo sulle montagne di Tahiti a Est e sull'isola di Moorea a Ovest.
La baia e' protetta da un ampia barriera corallina che blocca il moto ondoso da SE a NW.La sabbia nera del fondo, mescolata al fango del ruscello che sfocia alla fine della baia, fa sì che la nostra Delta agguanti al primo tentativo.
Messo in acqua il dinghi , chiediamo al nostro unico vicino di ancoraggio ,a bordo di un catamarano austriaco, dove si trova il sentiero per raggiungere il paese più vicino.
Ci indica un gruppo di alberi a mezzo miglio da noi :dobbiamo tirare secco il dinghi a forza di braccia, su per la ripida spiaggia nera cercando di evitare le onde di risacca che frangono con "schiocchi" simili a frustate.
Leghiamo il nostro prezioso "gommino" ad un tronco sbiancato dal mare:non solo cima , ma anche cavo di acciaio con lucchetto... Meglio essere prudenti...
A due passi dalla spiaggia ci accoglie un laghetto di ninfee rosa.
L'acqua del ruscello che lo alimenta è anche l'habitat naturale di alcune grosse anguille che vediamo nuotare placidamente tra le piante acquatiche...
Un sentierino tra le casette basse circondate da fiori  tropicali  e vigilate da numerosi cani  che abbaiano furiosamente al nostro passaggio, ci  porta in dieci minuti sulla strada principale dove un traffico esagerato ci fa capire quanto sia popolata e vivace Tahiti.
Ancora qualche passo verso sinistra : davanti a noi ben due, DUE (!!)  grandi ,sfavillanti supermercati , "Super U" e "Champion",uno di fronte all'altro, con tutti i loro prodotti in bella mostra, bancali ricolmi di frutta e verdura, scaffali pieni  di "ognibendiddio" ,vassoi fumanti dalla rosticceria e dolci appena sfornati con un profumo di burro da svenire!
Robi ed io non crediamo ai nostri occhi, siamo commossi da tanta abbondanza, ma non riusciamo a deciderci :dopo tante privazioni culinarie dobbiamo riprenderci con calma...
Rischiamo di uscire senza aver comprato niente, tanta è la sorpresa di trovarci di nuovo in un posto "civile".
Quasi con le lacrime agli occhi accarezziamo l'insalata fresca e croccante, i pomodori , le melanzane, le mele , le arance, i kiwi !! Quanto ci sono mancati !!!
Alla fine usciamo dal supermercato con una bella borsa piena di frutta e verdura, ma senza l'ansia di farne una scorta : appena questa finisce, si torna al Super e se ne compra altra!
.Semplice, normale, con la barca all'ancora qui vicino e nessuna voglia di riprendere a navigare.
Nel frattempo il mio pre-molare superiore di destra non mi da pace.
Usciti dal "SuperU" , svoltiamo a sinistra e ci troviamo davanti allo studio dentistico della dottoressa Patrizia Goi.Breve visita con raggi X  per constatare che il perno su cui è montato il dente ha rotto la radice che lo ospita e quindi bisogna togliere il tutto prima che subentri un' infezione.
Non posso fare altro che acconsentire.L'estrazione, eseguita con maestria, è veloce e indolore.
La dott. Goi e suo marito Olivier lavorano nello stesso ambulatorio.Goi è un cognome italiano ?"Ma certo", ci spiega Olivier ,"i miei genitori sono di Gemona e parlano friulano.Sono emigrati in Francia subito dopo la seconda guerra mondiale e vengono a trovarmi qui a Tahiti ogni anno"...Friulani nel mondo...
Torniamo sereni al nostro ancoraggio :la decisione è presa.
Vendiamo il Paddy Boy.
Proseguiremo il nostro viaggio in aereo,in bus o con una macchina a noleggio , da "terricoli", zaino in spalla e ostelli della gioventù, senza alcuna fretta di tornare in Italia :con meno fatica, meno ansie, più relax.
Il motto di Robi è: "Niente più notturne!"
Questo è il nostro "Piano B".
Arrivare a questa decisione finale ci ha veramente "spaccato dentro".  Abbiamo avuto il coraggio di mettere in discussione la nostra vita e abbiamo raggiunto una soluzione che soddisfa tutti e due :siamo finalmente sereni, sempre insieme .
Pronti per una nuova avventura?
Siii.
L'isola di Moorea da Venus Point
Le montagne vulcaniche di Tahiti da Venus Point
All'ancora a Venus Point con il psnorama sulle montagne di Taiti

Capitolo primo:La resa dei conti

7 / 10 luglio 2017

All’ancora a Fakarava inaspettata (?), arriva la resa dei conti.

Dopo esser scesi a terra e aver cercato inutilmente frutta o verdura fresca nei due striminziti markets del paesino, torniamo a bordo sconsolati.

Si va avanti a scatolette anche qua…

La signora che gestisce la lavatrice (18€ /10kg) procura anche le uova fresche: un lusso estremo, sia le uova che la lavatrice!

Unica opportunità: alle 4 del mattino , e non più tardi che si rimane a bocca asciutta,andare all’assalto della piccola nave che arriva da Tahiti con le provviste per i residenti.

Le Tuamotu sono senza dubbio un paradiso per chi ama le immersioni , ma noi due ci ritroviamo, nervosi e insoddisfatti, a patire la fame. In due mesi abbiamo perso dieci chili….

Così , guardandoci francamente negli occhi e in fondo al cuore,per tre giorni di fila, spesso con le lacrime agli occhi , mettiamo a nudo tutti i pro e i contro di questi quattro anni a bordo del Paddy Boy.

Abbiamo incontrato molti uomini soli, più anziani di noi che stanno navigando su barche antiche : più coraggiosi , più “giovani dentro “ ?

Forse, ma , a volte,la cruda realtà è che a loro manca un’alternativa , un “piano B”.Non hanno i mezzi per mantenersi sulla terraferma e dalla vendita della barca non ricaverebberro un granchè, quindi continuano serenamente la loro avventura .

Siamo sinceri con noi stessi e non ci risparmiamo l’autocritica più spietata.

Qual’è il punto focale ? Non ci stiamo divertendo più.

Le scomodità degli ancoraggi rollanti,dell’acqua marron che non puoi dissalare, la costante preoccupazione per le condizioni meteo, la mancanza di cibo sano, le lunghe navigazioni ,l’idea di dover investire almeno altri 20.000€ sulla barca ci stanno facendo  cambiare idea sul giro del mondo.

Abbiamo visto tanto, conosciuto persone magnifiche, imparato usi e costumi a noi totalmente estranei : siamo contenti, ma ...

Proseguire la navigazione significa accettare altri sacrifici e sempre nuove spese .

Dalla Polinesia francese, muovendoci verso Ovest ci aspettano isole incantate ma poverissime e navigazioni impegnative, come quella che dovremmo affrontare se decidessimo di trascorrere la stagione delle piogge e dei cicloni,da dicembre ad aprile, in Nuova Zelanda.

Chi ce lo fa fare ?

E’ pesante ammettere che non abbiamo più voglia di “notturne” perchè non sempre significano cielo stellato , luna piena e mare liscio come l’olio...anzi!

Devo essere onesta con me stessa : quattro anni di vita in barca non mi hanno trasformato in un “ lupo di mare”.

Non so portare la barca :so eseguire gli ordini dello Skipper quindi conosco le varie manovre a menadito, ma se mi trovo in una situazione di emergenza  il mio sangue freddo “evapora”  ….

Non è mai scattato in me l’interesse per l’ esatta regolazione delle vele o per la conoscenza approfondita della”sala motore “ , tantomeno per l’elettronica di bordo.

Ho tentato l’avventura della radio SSB considerandola essenziale alle comunicazioni quando Internet non c’è: dopo quattro anni di alti e bassi e una spesa di oltre 7000€ tra radio, antenna bipolo,accordatore, antenna tessile, ecc. ,mi sono arresa!

Un telefono satellitare avrebbe risolto il problema dall’inizio con meno spesa e più soddisfazione.

Non vado in giro da sola con il dinghi: se il motore si spegne sono nella ….!

Rispettare i turni di notte è un’utopia : se posso li evito e sto all’erta dall’alba al tramonto.

Quindi Robi si accolla l’intera responsabilità della navigazione al buio…

Dormicchia,o piuttosto“sviene” in pozzetto :ogni mezz’ora , grazie al timer della cucina, controlla la rotta con il GPS e il pilota automatico e torna a dormire.Questo se non piove a dirotto sotto ad un “groppo”di passaggio e se il mare grosso non ti scodella giù dalla panca dove sei legato con una cima di sicurezza.

I dieci giorni di traversata, con vento e mare contro, da Panama alle Galapagos ,ce li ricordiamo ancora:il pavimento del corridoio della cucina era l’unico posto “fermo” del Paddy Boy su cui ci si sdraiava per riposare un pò…

Ma allora, perchè diavolo ho scelto  ‘sta vita ?

Perchè mi sono illusa che sarebbe stata una vacanza infinita, ricca di prospettive entusiasmanti ,di incontri e paesaggi imperdibili, di esperienze gratificanti e irrinunciabili…

In parte è stato veramente così, ma il rovescio della medaglia con lunghe soste in cantiere almeno una volta all’anno e continue spese di manutenzione, alla fine ha ridimensionato in maniera pesante le mie rosee aspettative.

Il Paddy Boy è la mia casa.

Ci sto bene, lo amo, ma l’ho sempre considerato soltanto un mezzo di trasporto , non il fine ultimo del viaggio .

Per capirci:mi piace arrivare in un posto nuovo e scendere a terra per esplorarlo, sperando che la navigazione sia la  più breve possibile !

Come sono arrivata fin qua, percorrendo le 16000 miglia(32000 km  circa) documentate dal GPS, nonostante queste premesse?

Semplice: mi piace viaggiare, sono curiosa e voglio vedere il mondo con i miei occhi.

Voglio imparare, conoscere, tener vivo il cervello !

Voglio che questa mia unica vita abbia un sapore “unico”!

Non rinnego niente di questi quattro anni per mare e , di sicuro, non rimpiango la vita di cttà.

Ma, se il sacrificio in termini di salute e denaro supera la soddisfazione finale, i conti non tornano più.

Robi, con motivazioni molto simili alle mie, è giunto alle stesse conclusioni: c’è bisogno di un cambiamento di programma.

I tre giorni a Fakarava sono stati i più tristi di tutta la nostra vita a bordo del Paddy Boy: abbiamo litigato, pianto, passato notti insonni….poi la decisione di abbandonare gli amici, salpare l’ancora e puntare su Tahiti.

230 miglia senza un alito di vento ,tutte a motore,malinconiche…con un cielo grigio pallido...

...Robi ed io distanti...

Come se non bastasse , durante la navigazione ha anche iniziato a farmi male un dente!

lunedì 7 agosto 2017

Tuamotu

Giovedi 6 luglio 2017

Sempre in compagnia di OBIWAN.
Di giorno loro  ci staccano di almeno quattro/cinque miglia,  di notte noi ricuperiamo "acqua"perchè navighiamo con le due mani di terzaroli alla randa e all'alba ci si ritrova in "navigazione parallela".
Ci arriva la vocina entusiasta di Raffaella sul ch 68 del VHF :"Il nostro primo atollo!!"..
Noi, un po'rimbecilliti da quattro giorni di navigazione con contorno di Aspirina, capiamo :"Il nostro primo TONNO!"
" Avete pescato un tonno??"
"Noo,guardate a sinistra, la linea verde ..è un atollo delle Tuamotu!Ci siamo!"
E' vero...aguzzando la vista, tra un'onda e l'altra si scorge una "rughina" di mangrovie, appena sopra il pelo dell'acqua, a circa due miglia dal Paddy Boy.
Benedetti  GPS e pilota automatico che ci tengono in rotta e fuori dai guai anche quando lo skipper e signora non sono al cento per cento...
Si prosegue verso Fakarava con un bel SE al traverso e mare impegnativo: ma l'onda lunga del Pacifico  placida e solenne, è un'altra leggenda "da banchina"??!!

Venerdi 7 luglio 2017
Poco prima dell'alba avvistiamo la luce del faro sulla barriera N di Fakarava.
Primo calcolo : arriveremo verso le 8 del mattino.
Bene.
Secondo calcolo:la marea sarà favorevole all 'ingresso nella "passe"?
Riusciremo a beccare il momento di "stanca" per entrare o ci toccherà aspettare fuori dalla barriera corallina finchè arriverà il momento giusto?
Terzo calcolo : quanti nodi di corrente avremo a favore o contro?
Risultato :dalla esperienza di altri naviganti risulta che la  passe di Fakarava sia larga,facile e sicura, basta farla di giorno e con una buona visibilità.
Il canale interno della laguna, lunga 32 Nm e larga 15 Nm, è ben segnalato e conduce all'ancoraggio sicuro di fronte al centro abitato .
Così dice il portolano...e noi gli crediamo molto volentieri, anche se le sensazioni di "stomaco stretto" e "no me passa un ago.." aleggiano sul Paddy Boy.

Ore 8
OBIWAN si presenta  per primo :siamo in contatto VHF .
Alla passe c'è corrente contraria di almeno tre nodi , quindi marea in diminuzione.
OBIWAN entra senza difficoltà:evviva!!
Tra mezz'ora tocca a noi.
Giù le vele,si entra a motore.
Le onde sul reef sono impressionanti e caotiche.
Ci muoviamo verso il passaggio sicuro tenendoci un po'sulla sinistra per evitare la forte corrente al centro della passe.
Io sono a prua a scrutare il fondale, Robi, impegnato al GPS  ,osserva il mare con la faccia seria.
A bordo c'è silenzio...
Ci inoltriamo tra le onde della corrente : con il motore a 3000 giri, facciamo tre nodi...il Paddy Boy lotta contro le onde.
Si vede il fondo:l'acqua è limpidissima.
Siamo su 9, 7,11,18 mt. FATTA !!
Siamo passati ,siamo nella laguna di Fakarava !!URRAH !!
Con un sospirone di sollievo torno in pozzetto.
Robi mi fa vedere che ,secondo la traccia del nostro GPS , saremmo passati direttamente sul reef...
I 260€ spesi per la carta elettronica aggiornata e dettagliata delle isole del Pacifico, nel momento cruciale danno questi risultati ...!?
Ma beeene !!

Ore 9.30
Siamo all'ancora in 18mt di acqua bluette: intorno al Paddy Boy una ventina di pesci remora di circa mezzo metro aspettano di sgranocchiare qualche avanzo della cucina di bordo.Non si vede il fondo: forse un po' di sabbia in sospensione...
Davanti a noi la striscia dell'atollo con alcune casette colorate e le palme da cocco, intorno a noi tante barche all'ancora.
Finalmente il Paddy Boy è immobile.
Finalmente ci possiamo riposare.

mercoledì 2 agosto 2017

Cominciamo bene ...!

Daniel'sBay, NUKU HIVA
Mercoledi 28 giugno 2017

A tavola,nella casetta tra i fiori tropicali ,siamo in otto persone :noi del PADDY BOY, OBIWAN, e WHISPER  a cui si sono aggiunti Jack e Monique del catamarano ALOHA.
Non sto a descrivere il menu: diciamo che è accettabile, a parte gli gnocchi di farina bianca duri e insipidi che sono rimasti nella loro ciotola intagliata nel legno...la cena da Nadia a Fatu Hiva era molto più ricca.
Durante il pranzo sento che c'è qualcosa che non va : un brivido freddo lungo la schiena e un leggero mal di testa.Boh ?
Da due giorni mi spalmo sui "bozzi" dei "no-nos",ahimè numerosi  sulla mia pelle nonostante il repellente, una crema al cortisone , unico modo per alleviare il prurito insopportabile.
Rientriamo sul Paddy Boy verso le due del pomeriggio : mi misuro la febbre..38.5! !Eehhhh????
Mi fanno male le ossa, il mal di testa aumenta e un "grattino "in gola mi fa pensare ad una influenza decisamente fuori stagione : sono sfinita.
Mi metto a letto nella mia bella ,ampia ,luminosa cabina di poppa e cerco di rilassarmi.
La barca è immobile: non devo far altro che prendere" Tachipirina" e aspettare pazientemente che la febbre passi.
Meno male che Robi ha la sua cabina a prua così evitiamo il contagio...
Le ore passano e la febbre non diminuisce.Riesco a bere una spremuta di pomplemousse  poi  una banana e niente altro...Passerà...

Giovedi 29 giugno
Sempre 38.5 di febbre e dolori alle ossa, mentre il prurito dei Malefici richiede continue spalmatine di crema al cortisone :che stress !!!
Purtroppo anche Robi incomincia a tossire :sembra l'inizio di una bronchite.
Il PADDY BOY  si è trasformato in un lazzaretto...
Raffaella e Giovanni, preoccupati , vengono con il dinghi a vedere come stiamo :c'è una "finestra" di vento favorevole per spostarci verso UA POU e poi proseguire per le TUAMOTU  per sabato 1 luglio.
Ce la faremo a rimetterci in sesto in due giorni ? Buona domanda .  Ce n'e una di riserva..?!

Venerdi 30 giugno
Alla febbre che non cala, si aggiunge la diarrea : Giuli OUT !!
Robi non ha febbre, solo tosse e mal di testa.
La spalla destra ha ripreso a fargli male : lavorare  al winch non sará facile...ma tanto ci sarò io ad aiutarlo alle manovre...appena troverò la forza per salire in pozzetto...

Sabato 1 luglio
Ore 9
Giuli : febbriciattola a 37.5 stabile senza Tachipirina.
Robi :  tossaccia che non lo fa dormire di notte e dolore alla spalla che non molla.
Andiamo bene!!
Il meteo è favorevole : vento da SE intorno ai 18/20 nodi con mare poco mosso.Ci aspetta un breve tragitto di 25 Nm fino alla costa Ovest di UA POU  con ancoraggio previsto nella baia di HAKAHETAU: si rollerà di nuovo ? Sicuro !
Forse altri due giorni di riposo mi farebbero bene, ma io sono propio stufa di stare a letto in questa baia che ormai mi sembra una prigione.
Ce la faremo.
Si parte per UA POU insieme a OBIWAN.Deciso.

Ore 15
Siamo all'ancora a UA POU in 18 mt di fondale speriamo buon tenitore...
L'acqua è abbastanza limpida : si può dissalare.
Baia poco ridossata con risacca : e cosa altro ti aspettavi dalle Marchesi ??!!
Io crollo in cabina: temo che la febbre sia tornata...
Robi per fortuna sta meglio:Vicks e Aspirina lo stanno aiutando.

Domenica 2 luglio
Giuli sempre "KAPUT"... ma con tutta la più buona volontà del mondo di guarire.
Scendo a terra con gli altri ma ho addosso una stanchezza infinita :non sono più io..Che cavolo mi sta succedendo ??
La febbre è stabile a 37.5: e allora la vogliamo piantare con sta sensazione di sfinimento ? Ci diamo un taglio che domani si parte per le TUAMOTU ?!... mi arrabbio con me stessa...forse funziona e mi torna la grinta...
Per la notte ci tocca cambiare ancoraggio : qui si rolla troppo.Ma va ??

Lunedi 3 luglio
Alle prime luci dell'alba PADDY BOY e OBIWAN lasciano senza alcun rimpianto le acque di UA POU con rotta su RAROIA, Arcipelago delle Tuamotu, 400 Nm più a Sud.
Giuli ? OUT! 
Robi? Molto meglio...
ore 20
Mare agitato e vento oltre 25 nodi.
Bolina larga ma scomoda: si arranca...
Rapido scambio di opinioni con OBIWAN e si cambia rotta per sfruttare un" traverso" più confortevole  . Si va a FAKARAVA, cento miglia in più del previsto.
E che sarà mai un giorno in più di navigazione per noi "oceanici"?!!
Io non sono granchè di aiuto: mi sistemo sul divano del quadrato e cerco di dormire.Robi si fa tutti i turni in pozzetto . Massacrante...

Mercoledi 5 luglio

Dopo due giorni di navigazione abastanza tranquilla sembra che mi stia tornando un pò di energia vitale: era ora !!
Maciniamo le solite 100 miglia al giorno ma senza entusiasmo:forse non èstata una buona idea mettersi in navigazione un pò malconci...
"Magari a dicembre arriviamo in Nuova Zelanda e vendiamo il Paddy Boy: dicono che sia un buon mercato.."
Robi ??E' stato Robi a parlare così??? Ha avuto il coraggio di esprimere ad  alta voce un pensiero che è anche mio!
Mi viene la pelle d'oca solo a pensarci.
Vendere il nostro Paddy?
Quante migliaia  di miglia ci sono tra qui e la Nuova Zelanda??
E' una  navigazione impegnativa che porta molto a Sud, cioè verso il freddo... E chi ce lo fa fare ???
Ma il pensiero ormai si è fatto riflessione quotidiana.
È quasi un terremoto emotivo. 
Ci siamo arrivati tutti e due nello stesso momento. Una rivoluzione, ma anche una realtà che non possiamo più ignorare:siamo tanto stanchi...
Dai ,che appena arriviamo alle TUAMOTU  ci passa il magone!

lunedì 31 luglio 2017

Daniel's Bay , " LA "baia!

Domenica 25 giugno 2017
NUKU HIVA

Giornata tranquilla di sole pieno e cielo azzurro intenso :Ohhhh !!!!
Il mare è sempre marron e all'ancoraggio si beccheggia con grandi "pacche" a poppa.
Il nostro caro amico brasiliano, Marco, ci aveva suggerito di trascorrere a NUKU HIVA la stagione degli uragani.C'è un "hurricane houl" a tre miglia da Tiahoa , protettissimo, super tranquillo.
Andiamo a vedere...
Ci tocca un'oretta a motore contro vento con onde di tre, quattro metri.
L'ingresso di Daniel's Bay si presenta  "agitato",stretto tra alte pareti a strapiombo sul mare:meno male che non c'è alcun "reef" sommerso...
OBIWAN  , barca "sprintosa" come sempre apre la via.
Noi li seguiamo ad un miglio di distanza.
Dal VHF  ci arriva la voce di Raffaella:"E' un paradiso! Non c'è più risacca !Vedrete che bel posto!!"
Allora Marco aveva ragione !!!
Filiamo l'ancora in un lago di acqua  verdastra  ma immobile: non ci sembra vero...
Ci fidiamo a fare anche una nuotatina timida intorno al Paddy Boy: se non vedo il fondo io non oso di più e neanche Robi si fida troppo.Qui gli squali ci sono davvero, mica bubbole...!
Inutile dire che lo spettacolo delle montagne che chiudono la baia ci lascia a bocca aperta: si va subito a terra con il dinghi per far due passi sulla spiaggia.
Purtroppo l'acqua vicino a riva è torbida: anche qui un vivace torrentello scarica in mare terra e detriti vari...
Incontriamo una coppia di simpatici isolani che vivono nella casa del "fu" Daniel : trovandoci in costume da bagno ci mettono in guardia contro i "no-nos".
Quelli bianchi, ti pizzicano in spiaggia, quelli neri nel bosco e se ti alzi in quota ti  trovi in pasto alle zanzare.
La signora si difende ungendosi abbondantemente viso gambe e braccia con l'olio di Monoi, aromatizzato con i fiori bianchi e profumati dell'albero di Tiarè .
Come spesso accade il marito non è mai stato punto dai Malefici : un'alchimia del sangue che ti rende inappetibile ?Io ho provato ad ingurgitare regolarmente un pastiglietta di Tiamina ( vitamina B) al giorno per almeno due settimane, su consiglio del farmacista, già quand'eravamo a Cartagena : i Malefici hanno continuato a "masticarmi" come se niente fosse, quindi mi difendo spruzzandomi un repellente con DEET che spero li tenga lontani...
Risaliamo sul "gommino"e tentiamo l'esplorazione della valle nella baia vicina: niente da fare, troppa risacca per scendere in spiaggia.
Sempre i due "nativi" ci avevano indicato un sentiero tra gli alberi che, girando intorno alla collina ,in  venti munuti ci avrebbe portato al villaggetto  di Hakaui: ci hanno raccomandato i pantaloni lunghi ,maglietta e bastone per allontanare i ragni dal sentiero...Già mi si rizzano i capelli in testa...
Ok, non sarà così terribile, andiamo!
Naturalmente Robi davanti con un ramo secco in mano e io dietro attaccata alla sua maglietta:ODIO i RAGNI !!
La passeggiata si rivela meno impegnativa del previsto e la valle di HAKAUI è un giardino tropicale incantevole, percorsa da un torrente ricco di anguille ma senza crescione selvatico :azz..!!
Palme, fiori, profumo di Tiarè, alcune case costruite su blocchi di legno ad almeno un metro dal suolo: qualcosa mi dice che nella stagione delle piogge è facile che il torrente straripi e copra tutto di acqua e fango...
Passeggiando raggiungiamo la casa di una signora molto cordiale che ci invita a pranzo :sono 10 € a testa per gustare la cucina locale.
Prendiamo accordi per il giorno dopo.
Ne parleremo con OBIWAN...
Mentre rientriamo ci imbattiamo in Mae e Kevin, gli australiani  di WHISPER HR.
Loro sono arrivati in valle risalendo il torrente con il dinghi: ecco qual'è il trucco per evitare la passeggiata con i ragni!
Ci offrono un passaggio , noi accettiamo e ci ritroviamo nel loro "gommino" a pagaiare in mezzo metro d'acqua quando va bene...
Dopo qualche centinaio di metri raggiungiamo la foce :bisogna stare ben vicini alle rocce a Sx per evitare le possenti onde di risacca che frangono sulla spiaggia.
Solo qualche attimo da brivido "et voilà", siamo in baia, felicemente a galla, in direzione del nostro ancoraggio. Facile...o almeno così sembra....

NUKU HIVA

Lunedi 19 luglio 2017
Isola di UA POU, arcipelago delle Marchesi, Oceano Pacifico.

Piove incessantemente da un cielo grigio fumo che nasconde le vette dell'isola .
Alle sei del mattino Robi , innervosito dalla notte insonne a causa della risacca, cala in acqua il "gommino" e posiziona la Fortress  con cinquanta metri di cima a poppa del Paddy Boy.La prua alle onde rende subito la vita a bordo più confortevole.
Che dire del Portolano che dà questo ancoraggio come il più confortevole e meglio ridossato dell'isola??"La carta se lassa scriver...!"
Il meteo non ci aiuta: mare da molto mosso ad agitato, cielo blu scuro all'orizzonte.
Rimandiamo a domani la partenza per NUKU HIVA e cerchiamo di scendere a terra per esplorare il paesino.
Raffaella trova subito un Wi Fi che però ha un segnale debole : altra "rompitura"  costante in questo arcipelago...
Il noleggio di un veicolo "4wd" per un giorno richiede ben 130 € :l'isola, appena possiamo scorgerla dal mare, ci sembra  assolutamente magnifica , però ha soltanto due strade e si gira tutta in poche ore...Rinunciamo...
Quando le nuvole si alzano aprono il sipario sulle guglie gotiche verdissime , rigate da cascate argentee:UA POU è spettacolare, ma stare qui a rollare lo è molto meno...

Martedi 20 giugno 2017
Ore 14.30 
Raggiungiamo NUKU HIVA  a vela, sempre preceduti da OBIWAN che sbarcherà qui Alessandro , l'ospite caricato a Las Perlas.
L'ancoraggio nella baia di TIAHOA  ,circondato dalle magnifiche  pareti a picco delle verdissime montagne di NUKU HIVA , ci riserva la solita acqua marron , onda di risacca e tante altre barche rollanti intorno a noi.
Ah! ,queste Marchesi, "croce e delizia" di noi naviganti , miracolo della natura che offre, nel mezzo dell'Ocaeno Pacifico,cascate di acqua purissima ,fiumi ,valli ricolme di fiori profumati ,palme da cocco ,banane, papaia e pomplemoussee , e poi ti fa soffrire all'ancora notte e giorno, senza neanche il ristoro di una bella nuotata...
E come se non bastasse anche qui piove,piove,piove...peggio che in Austria!
Si va avanti a pastasciutta condita con il pesto in vasetto oppure piselli in scatola saltati in padella con la cipolla .Le varianti sono:minestrone di fagioli secchi ,farro, orzo,lenticchie con carote in scatola e cipolle.
Cipolle  e aglio si trovano un pò ovunque , le patate no.
Ho provato gli spinaci in scatola della Bonduelle: ...lasciamo perdere...
Robi è molto preoccupato per il suo diabete:questa dieta monotona ricca di carboidrati e priva di verdura fresca sta mettendo a dura prova la sua glicemia.
Le pastiglie non bastano, bisogna cambiare alimentazione!
Unica nota positiva in tutta questa tristezza culinaria sta nel fatto che abbiamo perso 7 kg in due mesi di navigazione e l'appetito se ne è andato del tutto.
Mettersi a tavola non è più una gioia, anche se la cambusa fatta a Panama ci sembrava azzeccata e soddisfacente:la realtà che stiamo vivendo ci dimostra il contrario...

Mercoledi 21 giugno 2017
Ci spostiamo in fondo alla baia con àncora  Fortress e cima  di poppa per rollare di meno.
Si  sta meglio, ma la poppa si alza quasi di un metro quando l'onda che frange sulla spiaggia di ciotoli neri torna indietro.
Spostiamo il "gommino" sul lato di dritta:se finisce sotto la poppa lo perdiamo di sicuro.
Piove "a cascata"per tutta la notte .
Gli oblò devono rimanere chiusi e si soffoca :bisogna attaccare i ventilatori altrimenti non si dorme...
Stagione secca?Ma va ....!

Giovedi 22 giugno 2017
Abbiamo quasi affondato il gommino !!!
Robi non si è accorto di averlo legato tra la bitta centrale e quella di poppa esattamente sotto lo scarico dell'ombrinale: al mattino l'acqua piovana lo ha riempito a tappo !
Prima sgottiamo a mano e poi lo issiamo fuori dall'acqua con i paranchi del roll bar di poppa .
Togliamo il tappo e finalmente un centinaio di litri di acqua dolce possono riversarsi velocemente in mare.Povero gommino,se l'è vista brutta...
Per vivere su queste isole ci vuole una casa con l'aria condizionata e una marea di soldi : il governo locale campa con le tasse di importazione e tutto costa caro, però vedi gli isolani che girano in SUV e ben vestiti. Il territorio è libero dalle immondizie e molto curato, ma  non ci sono attività commerciali di  rilievo. Insomma da dove salta fuori il denaro che circola sull'isola? La raccolta e l'essicazione delle noci di cocco (copra) è in declino da anni , il turismo ci sembra miserello e non ci sono aziende locali abbastanza importanti da trainare l'economia: sovvenzioni cospique dalla Francia ?? Può essere...
Ci  lanciamo in queste riflessioni politico/economiche mentre continua a piovere e si beccheggia da paura,ma almeno non si rolla...

Sabato 24 giugno 2017
Finalmente il cielo è tornato azzurro !!!
Ci concediamo una giornata di fuoristrada a noleggio: siamo curiosi di vedere l'interno dell'isola, dobbiamo anche fare il pieno di Diesel alla barca con le taniche e siamo stufi marci di stare chiusi a bordo.
Costo del noleggio 130 € da dividere con Giovanni e Raffaella .
Si va ! NUKU HIVA è super-spettacolare:dall'alto delle sue montagne il panorama è incantevole.
Arriviamo ad un pianoro con prati verdissimi , foreste di pini e mucche al pascolo .L'aria è secca e tira un bel vento, quasi da maglioncino.
Ci vien voglia di accendere il riscaldamento dell'auto : siamo improvvisamente in Baviera??? No, sempre sull'isola di NUKU HIVA, persa nel blu del Pacifico...un miraggio reale...
Vogliamo "strafare" e ci concediamo pure un pranzo al ristorante nella baia di   Hatiheu (8°48,80'S; 140°05,00W) sulla costa Nord dell'isola.
Ordiniamo aragosta alla griglia e "stufata" , gamberetti  all latte di cocco con contorno di frutto dell'albero del pane bollito, riso al latte di cocco e papaia verde grattugiata. Appena la gentile signora appoggia i piatti in tavola si scatena una nuvola di mosche fameliche: facciamo fatica a tenerle a bada.
Verrebbe voglia di alzarsi e andarsene, ma le pietanze sembrano appetitose e abbiamo tutti, decisamente,fame !
La battaglia anti insetto malefico dura per tutto il pranzo e si intensifica ai primi morsi di zanzara: non se ne può più !
Le aragoste erano buone,i gamberi un pò meno, il prezzo accettabile, le mosche fastidiosissime , le zanzare insopportabili :esperienza da non ripetere...
Nel nostro giro con il SUV dobbiamo guadare ben tre corsi d'acqua, ammiriamo cascate inarrestabili e una vegetazione sorprendente.
Siamo tutti d'accordo :NUKU HIVA è bellissima, ma non vediamo l'ora di salpare l'ancora e di trovarci , finalmente nell'acqua limpida di un atollo dove vedi la sabbia del fondo anche con dieci metri o più sotto alla chiglia.
Domandiamo troppo???

UA POU e NUKU HIVA

17 giugno 2017
HIVA HOA, baia di Hanaiapa (9°42'S ; 139°01'W)

Nel paesino di Hanaiapa davanti al nostro ancoraggio finalmente trovo una verdura fresca commestibile e direi deliziosa: il crescione.
È una pianta acquatica che cresce spontanea nei ruscelli di acqua limpida dell'isola, continuamente alimentati dalle piogge in montagna, con fogliette carnose dal gusto dolce/amarognolo.Una via di mezzo tra la valeriana e la rucola.
Chiedo ad una signora del posto se posso raccoglierla:non c'è problema,la pianta selvatica è a dispisizione di tutti.Evviva, passeggiando nel torrente ne raccolgo un bel mazzo:finalmente posso mettere un pò di verdura fresca in tavola !
Basta frutti dell'albero del pane  dal sapore di patata dolce : all'inizio sono una novità e ti sforzi di inventarti ricette che riescano a renderli appetitosi, poi semplicemente ti stufi di loro. Il mio intestino li riconosce come "alieni" e reagisce subito con i famosi "effetti collaterali indesiderati" : per fortuna a bordo abbiamo due WC...

Domenica 18 giugno 2017
Ore 6
Si salpa con un'alba bellissima alla volta di UA POU, 64 Nm, con la prospettiva di ancorare nella baia di HAKAHAU ( 9°21'S ; 148°03'W)  (Visto che nomi ???)
Si procede a vela con fiocco tangonato e randa piena :velocità 7 kts costanti.
Ore 14
A 20 Nm da UA POU  abbocca qualcosa di grosso!
Robi va alla canna al giardinetto di Sx mentre io ,affannosamente, rollo il fiocco con il tangone per rallentare un pò la barca.
La randa rimane issata: c' è tanta onda e facciamo almeno 5 nodi.
Sembra che il pescione stavolta sia ben allamato.
Mi tocca uscire dal pozzetto ,  ricuperare il "raffio" a poppa e tenermi pronta ad uncinare la preda .
La barca rolla da paura e va via veloce mentre Robi cerca di stancare il pesce prima di issarlo a bordo.
OBIWAN segue la scena da vicino :stiamo navigando in parallelo da qualche ora e loro saranno gli unici testimoni della cattura anche perchè ,con questo mare e la barca che rolla da paura non mi metto di sicuro a far foto!
Finalmente vediamo la nostra preda : un "dorado" bellissimo, con dei colori eccezionali  che purtroppo svaniranno al momento della sua morte.
Io devo farmi forza e arpionarlo in profondità: sarà sugli otto chili ??
Ed ecco che lo issiamo a bordo, mettendoci tutta l'energia possibile, evitando di finire in mare, noi e lui!
Da OBIWAN arrivano le congratulazioni via VHF : meno male che saremo in cinque a godere del pescato...
Ficchiamo la preda in un grande sacco nero di nylon e riprendiamo la navigazione a tutta vela verso l'ancoraggio di UA POU.
Ore18
Arriviamo a HAKAHAU e filiamo l'ancora mentre un 'onda di risacca intorno al metro e mezzo ci fa capire che la notte non sarà delle migliori...
C'è il pescione da pulire: 8kg per 130 cm di lunghezza.
Robi, con coltellaccio e frontale si sistema sulla spiaggetta di poppa mentre la risacca non dà tregua. Niente foto : è buio pesto e siamo stanchi.
Se qualcuno si chiedesse quale esca ci abbia regalato una preda così ambita è presto detto: nè Rapala nè altre finezze tecnologiche.
Un sacchetto dei crackers,rosso da una parte e argento dall'altra, tagliato a striscioline sottili simile ad un gonnellino che nasconde una serie di tre ami ,il tutto attaccato ad un cavetto d'acciaio da un millimetro, lungo  trenta cm, a sua volta annodato strettamente alla lenza da un millimetro di diametro.
Sistema "casareccio"escogitato dallo skipper :funziona!
Adesso ci possiamo abbuffare di pesce fresco indenne da "Ciquatera" poichè pescato al largo, senza contatti con la barriera corallina.
Scatta l'invito a cena sul Paddy Boy per l'equipaggio di OBIWAN : per fortuna accettano !
Adremo avanti così per tre giorni di fila...8kg sono tantiii !!

Alle Marchesi si rolla!

Mercoledi 14 giugno 2017
Arcipelago delle isole Marchesi, Oceano Pacifico,Polinesia francese

Insieme a OBIWAN lasciamo FATU HIVA diretti a NW,isola di TAHUATA.
Distanza  40Nm, rotta 295° .
Raggiungiamo la baia di HANE MOE NOA(9°45'S ; 139°06'W) :unico ancoraggio delle Marchesi su sabbia chiara e acqua abbastanza trasparente...Da non crederci!!
La risacca è sopportabile, ma la baia,anzi le due baie gemelle interrotte da un basso promontorio roccioso, sono affollate di barche.
Altri "disperati"alla ricerca di un mare "possibile" qui alle Marchesi...
Due giorni di relax,finalmente si dissala , poi si riparte alla volta di HIVA HOA dove,con calma, troveremo l'ufficio della gendarmerie per fare l'ingresso in Polinesia francese.
Per noi cittadini europei non ci sono problemi : possiamo stare qui  finche' ci va, MA dopo tre anni di permanenza in queste acque LA BARCA e' sottoposta ad una tassazione pari al 25%del suo valore da versare al governo polinesiano.
Non ci casca nessuno...
Basta uscire dai territori francesi d'oltremare, farsi circa 700 miglia verso le isole Cook, stato indipendente, fare lì le pratiche di ingresso e uscita e poi tornare,più o meno di bolina stretta, verso le Isole della Società( Tahiti, Moreea,Raiatea,Bora Bora,ecc.)
Per i NON-europei la faccenda si complica : solo TRE MESI di visto ed altre "rogne" quali l'assicurazione sanitaria e il deposito bancario, che pongono dei fastidiosi "paletti "ad una permanenza prolungata .
Queste isole altissime,verdissime,ricche di fiumi e cascate,hanno tutte lo stesso problema : si deve ancorare in 10/15 mt,in baie aperte alla risacca, con acqua fangosa ,dovuta alla foce del fiume presente in ogni baia  e fondale che non si sa se tiene...
Niente nuotate rilassanti, nenche tentare di dissalare...
E si va avanti così, incantati dai paesaggi  e dai sorrisi dei nativi,ma stanchi dei disagi a cui siamo sottoposti.
A  Hiva Hoa ci fermiamo in una baia a Nord dell'isola , sempre in compagnia di OBIWAN.
Preferiamo noleggiare per due ore  un'automobile con autista (8€ a testa:ottimo prezzo) per raggiungere la cittadina di Atuona(20km) dove faremo le pratiche di ingresso.
Scelta vincente:la piccola baia melmosa a Est del centro di Atuona  è rollante e farcita di barche all'ancora.
Noi stiamo bene da soli nella baia lontana dalla città...
Nei due piccoli supermercati la tristezza di sempre: niente verdura nè frutta fresca,solo qualche banana e i pomplemousse che saranno anche buoni, ma a lungo andare creano degli "effetti collaterali"poco piacevoli.
Comperiamo alcune "baguettes" appena sfornate:è già un lusso...un caffè costa 4€!
Al pensiero di una bella insalata mista con pomodorini e rucola gli occhi si riempiono di lacrime... se poi osiamo sognare un antipasto di crudo di Parma e melone i singhiozzi non si fermano più!
Le scartoffie ci portano via solo alcuni minuti .
Non si paga alcuna tassa d'ingresso.
Il poliziotto di turno è un francese di Marsiglia che rincara la dose:"Fettuccine al ragù, se bòn,oui?" Aagghhh!!!
Aprofittiamo dell'automobile a nostra disposizione per visitare un sito archeologico in montagna,a pochi km da Atuona.La nostra autista ci chiede 400XPF(4€~) extra a testa per la visita:ci sta....?!
Il sito è spettacolare,circondato dalle montagne con una vegetazione tropicale dai colori intensissimi.
Di archeologico c'è una piattaforma in pietra lavica dove si svolgevano riti sacrificali , dicono anche umani...
Molto meglio alzare gli occhi per godersi la cascata sulla parete a strapiombo davanti a noi.
Tornati al fuoristrada ci accorgiamo di una nuvola di zanzare fameliche che hanno invaso l'abitacolo:non si lasciano i finestrini aperti!!
Che incubo!!

giovedì 27 luglio 2017

A cena da Nadia

Fatu Hiva

Puntuali Robi ed io ci presentiamo la mattina dopo alla “Mairie”,l’amministrazione comunale di Hanavave.

Una casettina pitturata di fresco con annessi ufficio postale,dispensario e gendarmerie.All’esterno un largo portico ombroso con delle panche in legno dove aspettare il propio turno.

Nadia è già lì.Appena arriviamo chiama al telefono il poliziotto che arriva in motorino dopo qualche minuto.

Facciamo presto:Nadia traduce per noi in francese,il poliziotto comprende che non vogliamo infierire e ci assicura che parlerà con i ragazzi e i loro familiari.

Ci spiega anche che la piaga dell’alcoolismo sta diventando pesante tra la popolazione delle Marchesi.

Sta a noi turisti non alimentarla incautamente.

Salutiamo il poliziotto con un gran sorriso da parte sua.

Nadia è rimasta con noi ed a questo punto ci sorprende con un invito a cena a casa sua per il giorno dopo.Davvero?? Magnifico!! Le diciamo che saremo in cinque persone,coinvolgendo anche Alessandro ,Raffaella e Giovanni.Nadia accetta con entusiasmo.

Il giorno dopo,poco dopo il tramonto, abbiamo appuntamento con Stevie,il giovane marito di Nadia ,davanti alla Chiesa di Hanavave.

Che sorpresa:Stevie arriva con corone di fiori freschi per me e Raffaella e collane di fiori profumati di tiarè per gli uomini del gruppo.Un’accoglienza inaspettata che ci lascia a bocca aperta!

Mentre “infiorati “e sorridenti percorriamo a piedi le viuzze  verso la casa di Nadia e Sevie,i paesani ci salutano e ci augurano “bon appetit”: la notizia dell’invito a cena ha già fatto il giro del paese…

Nadia ci accoglie con una tavola imbandita degna di un grand hotel:insalata di papaia verde finemente gratuggiata e crescione dolce (appena raccolto dal torrente vicino a casa),frutto dell’albero del pane bollito nel latte di cocco, pollo cotto nel latte di cocco,riso in bianco cotto nel latte di cocco,banane , cioè platanos,fritte e alla griglia,,trancetti di pesce cotti nel latte di cocco,una incredibile pizza”bianca” con formaggio fuso e, per finire, macedonia di “rond button”,papaia matura,pomplemousse e banane dolci.

Assaggiamo tutto con gran piacere:il latte di cocco prevale come ingrediente in questo banchetto isolano.Sono gusti nuovi che stiamo imparando a riconoscere e che,col tempo,riusciremo ad apprezzare.

Sicuramente è una dieta ricca di zuccheri ,tendente al dolce in ogni portata e la stazza abbondante degli isolani ce lo conferma.Per il diabete di Robi la cena è veleno puro,ma,per una volta si può sgarrare...

Per ringraziare Nadia e Stevie della loro ospitalità,alla fine della serata offriamo loro dei doni: uno dei miei “poncho”all’uncinetto,una Tshirt ,una bottiglina di rhum(oops!)..OBIWAN fa altrettanto.È stata un’esperinza veramente unica che ci ha permesso di”entrare” un pochino di più nella vita di quest’isola.

Salutiamo i padroni di casa che ci accompagnano lungo la strada per il porticciolo.

Dal furto del nostro dinghi ad una simpatica cena tra amici...Fatu Hiva ci ha sorpreso una volta di più.

Fatu Hiva

9 giugno 2017

Fatu Hiva, Baia delle Vergini.

Le barche che hanno appena attraversato il Pacifico e si fermano qui all’ancora le riconosci subito dal tangone per il fiocco che continua a sporgere sul lato di sinistra e dallo scafo decisamente lurido impataccato di alghe marron ben oltre la linea di galleggiamento.

L’ancoraggio è improbabile:fondo di sassi e fango,”cattivo tenitore”, con raffiche fino a 30 nodi che si incanalano dalle montagne dell’isola nella valle di Hanavave.

L’acqua del mare è marron :il fiume che sfocia a poche centinaia di metri scarica terra rossa e detriti in tutta la baia.

Dopo 23 giorni di navigazione non ci possiamo neanche tuffare nè farci una bella nuotata.Di dissalare non se ne parla propio.

Per fortuna abbiamo ancora 100 lt di acqua nel serbatoio di poppa:bisogna andar cauti con la doccia.Ci si lava a pezzetti:la sensazione di essere sudici non ci piace propio, ma ci dobbiamo adattare.

Un barchino di metallo si affianca al Paddy Boy:a bordo quattro uomini tatuati e sorridenti.Ci chiedono se vogliamo frutta:pomplemousse, banane,papaia.Siii!!

Non vogliono denaro, ma rhum, o birra o vino: purchè sia alchool !

Abbiamo a bordo alcune bottigliette di rhum pronte per l’occasione.Ci danno la frutta : un caschetto di banane striminzite e cinque succosi pomplemousse.Diamo loro il rhum e storcono il naso:troppo poco...Aggiungo due birre,ma non va ancora bene...Robi non è disposto a discutere oltre e i quattro se ne vanno salutandoci senza alcun entusiasmo…

L’isola, verdissima,è ricca di acqua,ma non c’è alcun servizio per le barche in transito.Si può sbarcare solo con il dinghi, legando la cima  ad un unico anello di ferro arrugginito su un alto muraglione di cemento protetto da un frangiflutti di massi lavici.

Un gruppo di operai , con macchinari moderni ed attrezzature anti infortunistiche “europee”,sta costruendo un nuovo molo all’interno del ridosso esistente.Dovranno anche dragare il fondo per consentire l’attracco alle barche che scaricano i viveri dalla”Aranui”,la nave con le scorte alimentari che raggiunge le Marchesi partendo da Tahiti ogni due settimane.Bisogna dire che lavorano dalle 6 del mattino alle 8 di sera :ci stupisce tanta buona volontà. I polinesiani sono diversi dai Caraibici !

Appena scendiamo a terra ci rendiamo conto che pomplemousse e banane crescono nella foresta intorno al paese:li possiamo raccogliere da noi, nessuno se ne cura...Furbacchiotti i quattro del barchino !

11 giugno 2017

Anche OBIWAN ha concluso felicemente la trsversata del Pacifico ed ora è all’ancora vicino a noi.Raffaella Giovanni ed Slessandro finslmente possono riposare..

Noi passeggiamo per le viuzze cementate di Hanavave .Uomini e donne ci invitano dalla porta di casa a vedere il loro lavoro artigianale di intarsio del legno.Nessuno insiste per assicurarsi un acquisto:sono tutti gentili e sorridenti.Ci piacciono!

Incontriamo di nuovo la combriccola del barchino:gli unici ubriachi in tutto il paese…

Poco prima del tramonto ci giunge il canto dolce dei paesani riuniti in chiesa:una lingua a noi sconosciuta con una musicalità  rilassante.

Ci incuriosisce tanto da sederci anche noi tra i fedeli nella piccola chiesa bianca senza vetri alle finestre:l’aria della valle entra liberamente e rinfresca tutti noi.È finita l’afa insopportabile di Portobello e Panama.

Questo clima ci piace, ma dobbiamo fare subito i conti con i malefici,terribili “no-nos”, le micro zanzare invisibili in agguato nel verde , purtroppo parenti strette delle “citras”conosciute alle San Blas.Speravo di non incontrarle mai più e invece devo spruzzarmi gambe e braccia con il repellente al geranio,oppure “olearmi” con l’olio di “monoi”, ma le maledettissime non danno tregua e i”bozzi” continuano a prudere per almeno una settimana!

Un deciso rullo di tamburi ci guida ad una ampia sala  con il pavimento di cemento grezzo situata in riva al mare nei pressi del campo sportivo.Si tengono ogni sera le prove di ballo per un “festival” di fine anno sull’isola di   Nuku Hiva        .Una decina di tamburi,almeno cinquanta ballerini tra uomini donne e bambini ed un affascinante maestro/a “gay” elegantemente acconciato con coroncina di foglie perfettamente intonate al pareo e alla T shirt verde mela.Un’ora e mezza di balli tipici in cui anche le più ciccione del paese ancheggiano con assoluta maestria: qui nessuno giudica nessuno.Ci sembra gente serena,tollerante,felice di stare insieme, lontana dalla schiavitù dello schermo televisivo.Meglio il ballo !!

Torniamo al porticciolo verso le nove di sera:notte fonda.È con noi anche Alessandro,l’ospite di OBIWAN.Ma...dov’è il nostro dinghi?Panico ! Non c’e più !! Il moletto è deserto!CE LO HANNO RUBATO !!! E adesso come torniamo in barca ???

Chiediamo aiuto ad una coppia che avevamo notato in chiesa e che sta passeggiando vicino al molo:forse hanno visto qualcosa? No,non ne sanno niente..I minuti passano: e adesso che facciamo ??? Improvvisamente,dal buio,ecco che arriva il rumore del fuoribordo e subito dopo compare l’inconfondibile sagoma arancio/turchese del nostro amato”gommino”.A bordo due ragazzotti :accostano al molo come niente fosse e mi lanciano la cima di ormeggio.Li guardiamo a bocca aperta mentre scendono a terra e di avviano alle loro biciclette appoggiate alla roccia.

La signora polinesiana , che per fortuna parla inglese,chiede spiegazioni:i due si inventano che il dinghi si era slegato ,stava andando alla deriva e loro ce lo hanno salvato...Nessuno ci casca neanche per un attimo! Nadia, la signora, capisce subito di cosa si tratta: baratto notturno di frutta in cambio di alchool.I due hanno usato il nostro dinghi con  tranquillità, come fosse un loro diritto...Mentre stanno per andarsene, uno di loro torna al molo e ricupera un pacco di biscotti che aveva dimenticato nel nostro “gommino”: ma si può??!

Noi non sappiamo cosa fare:Nadia ci suggerisce di denunciare il fatto alla “gendarmerie”.È stata sicuramente una “bravata”, il “gommino”è tornato al suo posto,non vogliamo infierire, ma ci sembra anche giusto che il caso venga segnalato a chi di dovere per evitare ad altri equipaggi un incubo simile a quello che abbiamo vissuto noi.

Scopriamo che Nadia è l’unica infermiera di Fatu Hiva ed ha il suo dispensario vicino all’ufficio della gendarmerie.

Passeremo da lei la mattina dopo e lei stessa ci aiuterà con l’unico poliziotto in servizio a Hanavave che parla solo il francese o il marchesano.Ritorniamo alla barca pensierosi e increduli : il primo impatto con questa bellissima terra è stato”pesante”...

Pacifico, si va!

In tre giorni di sosta alle Galapagos abbiamo imparato che il governo equadoregno spreme i velisti fino all’ ultimo centesimo e che le foche la fanno da padrone nel porto di Baquerizo Moreno.

OBIWAN se ne e’ trovata una simpatica ma puzzolente in pozzetto

.Mai lasciare il dinghi in acqua: si riempirebbe di foche e puzzerebbe di pesce marcio nei secoli dei secoli…

Per raggiungere terra si chiamano le taxi- lance veloci con il VHF ch 12: un dollaro a persona per corsa.Accettabile : sopratutto non c’e’ alternativa..

Andiamo con un taxi (3$ a testa per fare 5km ) all’ingresso della” Loberia”, una lunga spiaggia frequentata da leoni marini, foche e surfisti. Nessun leone marino in vista..solo qualche intrepido appassionato che cavalca i frangenti e due o tre fochette scatenate che danzano tra le onde divertendosi un sacco.

Siamo rimasti a bocca aperta davanti a tanta gioia di vivere!!

Lungo il sentiero quasi inciampiamo nelle inquietanti grassocce iguana nere delle Galapagos, mimetizzate tra le rocce laviche.

Abituati alle meravigliose creature preistoriche dei Caraibi,queste ci sembrano propio brutte ,tozze e goffe.Appena entrano in acqua,pero’, mostrano un’agilita’invidiabile.

Tre giorni...dobiamo ripartire.

La sfida dell’Oceano Pacifico e’davanti a noi.

OBIWAN se la prende più comoda e prenota un’escursione giornaliera con immersione tra gli squali martello…

Niente di più lontano dai miei desideri,anzi direi che la vista di uno squalo martello non mi farebbe più dormire:no grazie,io non vengo!!

Per fortuna anche Robi non ha grandi entusiasmi in proposito…

Mercoledi 17 maggio 2017

Ore 9.00

Partenza da Baquerizo Moreno ,isola di San Cristobal,Galapagos,per le isole Marchesi ad esattamente 2978 miglia da qui.

Giovedi 8 giugno 2017

Ore 16.30

Arrivo a Fatu Hiva, baia di Hanavave o “Baia delle Vergini”,isole Marchesi, Polinesia francese.

Ce l’abbiamo fattaaaaaaaa !!!!!!!

Siamo vivi,in salute,stanchi morti ma felici dopo 23 giorni ininterrotti di mare,onde,sole,nuvoloni neri e pioggia,cieli meravigliosamente stellati e anche notti di luna piena.

Il Paddy Boy è intatto : solo un carrello rotto sulla penna della randa steccata a causa delle onde e del poco vento.Robi ,graaandeee Robiiii,lo ha riparato in navigazione!!!

Il nuovo pilota automatico ha funzionato senza problemi per tutta la traversata: consuma più batterie del vecchio pilota, ma non va mai in “standby” .

Ottimo il lavoro del nostro caro amico Marco.

Abbiamo mangiato tante verdure  in scatola e razionato con cura le maracuja, le mele e le banane che abbiamo trovato alle Galapagos. Robi ha mangiato tanta pasta e tanto riso:il suo diabete non ringrazia….

Non abbiamo mai pescato un accidenti di niente,ma varie volte abbiamo perso tutto a causa di qualche bestione che ha abboccato senza darci neanche la soddisfazione di issarlo a bordo…

Abbiamo usato il motore per ben 157 ore : il signor Aliseo Stabile si è fatto attendere a lungo.

Vedere finalmente terra dopo tanto tempo è stata un ‘emozione fortissima. Abbiamo sempre navigato affidandoci all’elettronica del GPS di bordo equipaggiato con le carte Navionics, ma a volte, nell’immensità dell’Oceano ci siamo chiesti:” Raggiungeremo mai la terraferma o ci stiamo perdendo per sempre in questo blu senza fine?”

Ed eccoci qua,grazie a Dio,all’ancora su 15mt di fondale di fango e pietre ,rollanti,molto rollanti ,giorno e notte…, con violente raffiche di ricaduta dalla valle di Hanavave,ma circondati da una natura magnifica fatta di picchi verticali ricoperti da una vegetazione tropicale insolita ed a noi sconosciuta, ansiosi di mettere piede a terra per continuare questa avventura.

sabato 24 giugno 2017

Galapagos


Sabato 13 maggio 2017
Decimo giorno di navigazione    

Notte di luna piena,cielo sereno .
Quattro sule con il becco azzurro e le zampine rosse sono rimaste tutta la notte  appollaiate a prua, sulle luci di navigazione,  lisciandosi le penne con cura maniacale, incuranti di onde e spruzzi.
L'ultima ci lascia verso le dieci del mattino quando avvistiamo un branco di delfini tondi e grigi, con una piccola coda, che saltano e giocano intorno al Paddy Boy.
Un tonfo improvviso ci rivela una manta bianca e nera che esce con un gran salto dalle onde.
Siamo diretti alle isole Galapagos,"santuario naturale" conosciuto in tutto il mondo e regolato da norme severissime a protezione di flora e fauna .
Intorno a noi cielo e mare sono ricchi di vita!
Alle ore 12 locali attraversiamo la linea immaginaria dell'Equatore :  baci, abbracci congaratulazioni .
Anche questa è fatta!
Siamo a vela da ieri pomeriggio, tutto fiocco e randa.
Vento da SE ,10/15 nodi.Si va di bolina larga/traverso.
Finalmente il cielo è tornato azzurro : i groppi sono finiti,solo qualche fiocchetto bianco a E .
Benvenuto SE ,"Mister Aliseo Stabile".
La stavamo propio aspettando con ansia!!
OBIWAN è arrivato stamattina a San Cristobal, nel porto di Baquerizo Moreno .
Hanno un vantaggio di 100 miglia e ci fanno da "apripista".
Non li sentiamo più nè in radio nè con il VHF: comunichiamo con il satellitare, ultima risorsa attiva a bordo del Paddy Boy.
Abbiamo bisogno di fare il pieno di diesel,ma non è così semplice.
Per sostare alle Galapagos è necessario un permesso di navigazione da chiedere in anticipo al Governo dell Equador oppure bisogna sborsare 1500 USD per una sosta di alcuni giorni a discrezione del comandante del porto.
Terza opzione : dichiarare un guasto che impedisce di continuare la navigazione in sicurezza.
Si tratta di "sosta forzosa" da comunicare al Comandante del Porto prima dell'arrivo.
Ci inventiamo una perdita di olio dall' impianto idraulico del timone, come a Cartagena, stavolta però è finta...
Abbiamo l'autorizzazione ad ancorare a Baquerizo Moreno.
Una lancia a motore con a bordo un agente ci aspetta al varco:primo controllo.
Sale a bordo Carmela, opulenta equadoregna intorno ai quarant'anni,jeans attillatissimi,senone prorompente e zeppe da 15cm.
Sembra una casalinga qualsiasi invece è lei il "factotum"del Porto.Le spieghiamo l'entità del guasto,ma per lei è arabo...
Ci comunica che tra un' ora salirà a bordo una commissione per controllare la situazione e rilasciare il famoso permesso per" sosta forzosa."
E qui si incomincia a pagare: 150 USD per Carmela, 100USD per un ragazzetto con maschera e pinne che controlla lo stato della chiglia.Se ci fossero troppi denti di cane o molluschi oceanici dal peduncolo flessibile appiccicati all'opera viva bisognerebbe andarsene.
Tutto a posto,il Paddy Boy è pulito.
Continua lo stillicidio di dollari: Immigration 16 USD, Ispezione 100USD,Fumigazione 100USD, Ceck out 16 USD, pieno di Diesel per le taniche 194USD. Il Comandante ci concede cinque giorni di sosta senza il permesso di cambiare ancoraggio.
Prendere o lasciare: prendiamo!!

Golfo di Panama: battaglia vinta!

Giovedi 4 maggio 2017

Ore 9.00    

Partiamo dall’isola Pedro Gonzales, arcipelago di Las Perlas.

Giornata perfetta con cielo terso e venticello attorno ai 10/12 nodi da E/NE. Si va di fiocco e randa con il Paddy Boy che scivola sereno tra le onde .

Robi prepara la linea di pesca a poppa:vediamo cosa ci regala questo Pacifico…

OBIWAN in breve ci supera: con solo il fiocco fa almeno un nodo in più.

Siamo in contatto con il VHF : Giovanni, attentissimo alla rotta ci suggerisce di puntare direttamente su Capo Mala per sfruttare al meglio l’ angolo del vento.

“Ay Ay,Sir”

Parte la frizione della canna: brevi strappi , silenzio, brevi strappi .

Che pesce sarà??

Riduciamo le vele per rallentare.

Robi comincia ad avvolgere la lenza: scrutiamo il mare a poppa per scorgere la preda che si dibatte furiosa e...vediamo un pellicano che,goffamente, con balzi e tonfi, cerca di liberarsi dalla nostra lenza che gli si è avvolta intorno ad un’ ala…!!! Ricuperiamo ancora un pò di lenza e poi tagliamo la linea per liberare il malcapitato volatile che se ne va un pò malconcio ma vivo...

Si riarma la linea con un’esca -killer composta da calamaretto rosso di silicone e pesciotto blu sempre di silicone  ,preziosi doni di Francesco.

Nel frattempo OBIWAN si allontana di qualche miglio...

Su le vele e si va a 5 nodi con un’arietta da 10 /12kts un pò deludente…

Dopo neanche un quarto d’ora riparte la frizione: scatto felino di Robi verso poppa per allamare con uno strattone deciso la nuova preda.

Stavolta i salti e i guizzi ci fanno intravvedere un bel “marlyn” intorno ai 10kg : “rostro” affilato e grande pinna dorsale aperta come una vela blu.Che bello !

Robi lavora alla  lenza con maestria: lascia e ricupera,in modo da stancare il pesce...che dopo qualche minuto trancia tutto e se ne va per i fatti suoi portandosi via anche l’esca supertecnologica di Francesco!!!

E due…

OBIWAN è sparito oltre l’orizzonte e il vento e’calato :tocca accendere il motore.

Al tramonto la situazione non cambia: vento “in muso” a 8 nodi ,mare calmo,cielo incredibilmente ricco di stelle come non lo avevamo mai visto prima:un Pacifico veramente pacifico…

Venerdi 5 maggio 2017

Ore 9.00

Secondo giorno di traversata: vele e motore per macinare le 111miglia percorse nelle prime 24 ore.No, non ci piace propio…

Sentiamo OBIWAN alla radio:sono circa 30 miglia davanti a noi,anche loro senza vento. Nessun gaudio dal mal comune...

Procediamo in rotta per le Marchesi, ma nel primo pomeriggio dobbiamo fare i conti con una bassa pressione che si annuncia da SO con groppi neri e pioggia.

Il vento aumenta fino a 28 nodi esattamente in faccia: dobbiamo dare due mani di terzaroli alla randa e ridurre il fiocco.

Arranchiamo spostandoci a S : impossibile mantenere la rotta per SO.

Con il motore a 2500 giri facciamo a mala pena 3 nodi mentre onde poderose  spazzano la prua del Paddy Boy.

La notte si presenta con buio pesto,pioggia battente,vento in rinforzo da SO e onde intorno ai 5 mt.

Per dormire un pò mi sdraio con i cuscinoni del pozzetto nel corridoio della cucina, unico punto della barca dove si sopravvive.Il resto è caos!

Ad un certo punto decidiamo di invertire la rotta e di tornare indietro.

La navigazione si fa più sopportabile, ma,accidenti, dobbiamo buttar via le cento miglia già fatte?? Eh no! Dopo un ‘ora ritorniamo in rotta e ricomincia la battaglia.

Alle tre di notte una “sula” si poggia sulla luce verde a prua:se ne sta in equilibrio con le zampe palmate ben avvinghiate al pulpito,sopportando pioggia e onde fino al mattino!!Chissà perchè la sua presenza in qualche modo ci conforta e ci aiuta ad andare avanti.Sensazioni…

Devo prendere una pastiglia contro il mal di mare,ma scendere sotto coperta è un’impresa di cui porterò il ricordo sotto forma di ematomi viola per vari giorni…

Sabato 6 maggio 2017

Terzo giorno di navigazione.

Sembra che il peggio sia passato:il cielo è sempre scuro, piove sotto i “groppi” ma il mare si è un pò placato.

Sentiamo OBIWAN alla radio: nella burrasca di ieri si è strappata una cucitura della randa. Stanno tutti bene,ma sono “cotti”.

Giovanni ci sconsiglia di portarci troppo a S : potremmo incappare nella famigerata ITCZ, la zona di convergenza intertropicale, dove pioggia intensa e mancanza di vento ci terrebbero intrappolati per giorni e giorni.

Noi siamo provati,ma speranzosi : adesso arriva il SE e ce ne andiamo belli belli alle Marchesi con il vento al giardinetto come da manuale…

E invece no!

Sempre ‘sto SO in faccia, persistente,cattivo, che alza un mare incrociato color del piombo.

Domenica 7 maggio 2017

Quarto giorno di navigazione.

Si va a motore, rotta 250° sperando di tenerci a N delle Galapagos.

Il vento è  calato,il cielo è grigio.

Siamo tristi…

Lunedi 8 maggio 2017

Quinto giorno di navigazione

Pesantissimo!

Stiamo arrancando verso l’ isola di Malpelo con un SO dai 25 ai 30 nodi che non vuol mollare!!Le previsioni erano decisamente ottimistiche e sballate!

OBIWAN è ormai a 50 miglia da noi, ma la situazione purtroppo non cambia: previsto vento da SO per le prossime 72 ore.

Avremmo dovuto aspettare a Las Perlas ?

Sarebbe stato meglio tornare indietro tre giorni fa ?

Ormai è inutile pensarci su : si va avanti .

Martedi 9 maggio 2017

Sesto giorno di navigazione.

Facciamo bordi lunghissmi di bolina stretta.

Cerchiamo di tenere il più possibile mura a SX per bilanciare il peso delle taniche,bombole del gas e serbatoi benzina per il fuoribordo che abbiamo sul passavanti di SX. A DX altrettanto peso dovuto ai serbatoi interni di acqua e diesel: progetto Beneteau da rivedere…

OBIWAN è a 60 miglia da noi: “guadagna acqua” anche senza randa! Bravi !!

Avremo il malefico SO ancora per oggi e domani,poi speriamo che entri il S e si vada di nuovo in rotta.

Robi è sempre impegnatissimo con le vele: riusciamo finalmente a spegnere il motore!!Finora abbiamo consumato tre taniche da 20 lt ciascuna.

Il nostro nuovo pilota automatico “Marco” non ci ha mai mollato ,nonostante le pessime condizioni del mare. Urrah!!

Mercoledi 10 maggio 2017

Settimo giorno di navigazione.

OBIWAN ha montato la randa di rispetto: c’è voluta tutta la mattina .Giovanni Raffaella e Alessandro ce l’hanno fatta nonostante le onde ed ora hanno ripreso a volare a 6/7 nodi...ma...anche per loro il carburante si sta esaurendo prima del previsto. Che facciamo ?

A bordo del Paddy Boy bisogna cambiare l’olio del motore:abbiamo raggiunto le 250 ore/motore previste. Per fortuna il mare è più calmo e il motore è spento da ieri.

Robi, eroico, entra in sala motore e inizia la procedura di cambio olio e filtro.

Esce dopo una ventina di minuti leggermrnte verdolino in volto e va subito in pozzetto a prender aria...Un vero lupo di mare :non ha neanche vomitato !

Giovedi 11 maggio 2017

Ottavo giorno di navigazione

Alle prime luci dell’ alba entra il vento da S !! E vvvaaaiiiii !

Bolina larga,50/60°polari, a 6 nodi,finamente !!

Venerdi 12 maggio 2017

Nono giorno di navigazione

Finita la bombola del gas riempita a Cartagena in ottobre: panini fino alla meta o cambio bombola in navigazione ? Robi accetta la seconda opzione...Mio eroe!!

La radio di bordo ci da alcuni problemi : due fusibili dell’impianto si surriscaldano dopo pochi minuti e Airmail non sintonizza le frequenze in maniera automatica come aveva sempre fatto:che p….!!!

Ci sentiamo al volo con OBIWAN: bisogna ripiegare sulle Galapagos per rifare il pieno di diesel.

Non sappiamo quanto vento avremo per le prossime 3000 miglia che ci separano dalle Marchesi: meglio non rischiare il “ciondolamento” nel mezzo del nulla in balia del mare..Correggiamo la nostra rotta.

Prossimo porto di arrivo a 200 miglia da qui : San Cristobal,Galapagos.