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giovedì 21 maggio 2015

Randa "nueva": OLE' !







La firma del contratto
Cuciture rinforzate "Blu Water"
"Marmaris Imperial"(TT Hotels)
"Penna"
"Meolo"
Eccola !!
Can ( si legge"Gian") Aksoy,della UK sailmakers di Marmaris, ventotto anni, è un caro ragazzo ...

Can, a destra , con il suo collega




 Abbiamo cominciato in marzo, a  discutere con lui ogni particolare tecnico della  randa nuova, spremendo il suo preventivo fino all'ultimo cent per poi rinegoziare tutto di nuovo...avrà perso qualche chilo....
Alla fine,firmato il contratto e consegnato un lauto acconto, abbiamo voluto che si impegnasse in prima persona, con una dichiarazione scritta, a finire il lavoro per il 15 maggio e siamo partiti per il Golfo di Gocek.
Veleggiando ci è venuto un dubbio atroce: avrà ,Can, "benedeto mulo" tenuto conto della posizione anomala, laterale, del nostro radar???
La stecca della "full batten" lo scapola o ci si appoggia sopra col rischio di staccarlo dal supporto sull'albero??
E vai di mail e telefonate..ma , alla fine, LA RANDA E' QUI'!
Ce l'hanno consegnata sabato 16 maggio, mentra eravamo all'àncora  a Marmaris nella baia tra l'hotel "Joya del mar"(ex "Pupa")e il villaggio turistico "Marmaris Imperial"che non accetta i bambini all'interno della sua  perfetta "location"in riva al mare.(Tanto di cartello esposto all'ingresso!!- NdR)
Saldiamo il conto alla consegna,ma è impossibile issare la vela: troppo vento da SW.
 "Ci rivediamo lunedì 18, mi raccomando alle 9 che alle 11 si alza 'sto ventaccio malefico e siamo di nuovo nei... guai".
Robi li riaccompagna a terra con il tender e se ne torna contro vento bagnato fradicio...
Passa la domenica, calda, rilassata, con il bel sacco giallo -fluo della vela nuova che scotta a poppa sotto il sole.
Lunedì mattina il Comandante si sveglia alle 7.30 e prepara la colazione. Bisogna essere pronti per le nove, arrivano a montarci la randa, non c'è un alito di vento ,il mare è una tavola...ma di Can  e del suo abbronzatissimo collega ,alle 9.30, neanche l'ombra.
Robi:"Ecco fatto. Li abbiamo pagati e questi non si fanno più vedere"
Giuli: "Ma dai,è lunedì,ieri sera avranno fatto tardi con gli amici,saranno qui a momenti. Ora chiamo Can.."
"Siamo per strada, arriviamo tra venti minuti..."
Ore 10.30: ancòra niente.
Intanto il vento da SW si insinua tra gli alberi della baia sempre più prepotente, come previsto.
Ore 11   Squilla il cellulare:"Siamo qui, siamo venuti con lo scooter per far prima e invece la polizia ci ha fermato perchè eravamo senza casco. Venite a prenderci in spiaggia!!Siamo qui!!!" Vedo due che si sbracciano sulla riva ad un centinaio di metri dal Paddy Boy...
Era ora...
Si comincia con lo  smontare la randa vecchia e il sacco porta randa con 22/25 nodi da prua, naturalmente...
 Andiamo avanti a ritmo serrato : siamo in quattro ma ci sono  da montare le stecche, i carrelli, le pastecche delle borose, le drizze delle borose , il "lazy jak" e il "lazy bag", tesare la base della randa e,  finalmente, alle 13, sempre con un gagliardo SW ,si salpa l'àncora per un giro di prova nel golfo di Marmaris.
La randa nuova è bella.
 Sembra fatta di seta lucida. Tiene la forma che è una meraviglia e "stringe " il vento fino a 20°. Al traverso, con randa e fiocco si vola come mai prima d'ora: uno spettacolo!
 Torniamo all'ancoraggio soddisfatti, noi e loro. Bel lavoro, ben fatto, bravi ragazzi!
Adesso sì che si riparte!!!


Note tecniche.
Randa classica in Dacron  "Blu Water" da crocera "full batten" di 46,11 mq
Tessuto.Dacron "Dimension Polyant AP Blade 410 "prodotto in Germania
Taglio : cross cut
Stecche: in Poliestere, piatte, quattro pezzi
Carrelli e box porta stecche: 6intermedi +4box Rutgerson
Rifiniture "Offshore" , cioè triple cuciture con ferzi rinforzati intorno ad ogni "mano di terzaroli"
Terzaroli: due classici,il trezo "oceanico", manuale.

Il prezzo ?
 Buono, un pelino meno caro che in Italia, "tax free".

domenica 17 maggio 2015

Chi troppo vuole...

La" barca" : può entrare in baietta? DEVE!

Il golfo di Gocek con i suoi approdi
Una pubblicazione molto utile e aggiornata:solo info turistiche,senza carte nautiche
Bitta da ormeggio ben conficcata e cementata nella roccia
Tersane: il ristorantino in riva al mare
Il golfo di Gocek è un campo di regata perfetto: vento in abbondanza ma niente onda.
Circondato da montagne verdi a Ovest e chiuso da una decina di isole ad Est, ben conosciuto da tutti i velisti della zona, già ai primi di maggio è pieno zeppo di barche a vela, "Gullets" imponenti e  motor yachts "esagerati".
I turchi ricchi, dopo aver speso milionate di euro per comprarsi "la barca" che normalmente è dotata di quattro o più ponti, terrazze sospese a dieci metri d'altezza e luci blu subacquee  che illuminano il mare a poppa, ordinano al comandante ingaggiato per la "stagione" di infilarsi in baiette anguste, dall'acqua sicuramente cristallina, che però non facilitano l' ormeggio...
Il comandante ,dotato di buon senso e cognizione di causa, dovrebbe(!!!) opporsi all'ordine bizzarro del "boss", dettato magari dal capriccio dell'ultima biondissima fanciulla dell'Est imbarcata da poco,ma rischia di perdere il posto. Non si scherza.
 Il mondo dei comandanti di navi da diporto è ristretto e le voci circolano fulminee.


Ormeggio con cime a terra a Tersane

Soli,...con gli uccellini, le muche,le galline ,le pecore, le capre...ma neanche una zanzara!




 Si rischia di non trovare più un contratto e la concorrenza è spietata.
Jeshim all'opera: brava e simpatica
Pesce fresco in arrivo...
Il "Paddy Boy" all'ormeggio del ristorante: GRATIS !
Jeshim
La regola ferrea che fa ricadere tutte le responsabilità di bordo sulle spalle del comandante è sempre valida, ma ,se il padrone ordina, si deve ubbidire.
Così, proprio a Tersane, incantevole baietta sull'isolotto omonimo del golfo di Gocek,domenica 10 maggio verso le dodici, un "ferro da stiro" di un bianco abbagliante sui 30mt, ha filato l'ancora dalla parte opposta della baia  e indietreggiando con almeno cento metri di catena, ha ormeggiato di poppa,  con due robuste cime prese alle bitte incastonate sulle rocce: praticamente ha chiuso l'ingresso alla baia.
Verso le due del pomeriggio il tempo si è guastato ed abbiamo assaggiato il primo "neverin" turco: tosto come sempre.
Il Paddy Boy, anche lui con ancora,50mt di catena e cime a terra, con il ventaccio laterale ha arato di qualche metro. Mollate le cime e salpata l'ancora, abbiamo deciso di utilizzare le "trappe" del moletto gestito dal ristorante.
 Tutto Ok.
L'enregica ragazzotta che si occupa sia della cucina che degli ormeggi, ci ha dato una mano per non far danni "sotto raffica". Il bianco gigante sembrava non curarsi minimamente dell'improvvisa buriana...
Come sempre dopo un'oretta tutto ritorna alla normalità e il magnate turco,a quel punto, ordina al suo "schiavo gallonato che regge il timone "di rientrare  a Gocek.
Motoroni in moto, si salpa l'àncora, ma l'àncora invece di venir su, tira di brutto giù la prua del "bestione a motore".Noi, insieme ad altre quattro barche a vela, impietosamente ci godiamo lo spettacolo...
Vari tentativi di disincagliare l'ancora vanno a vuoto...
 Ma dove diavolo è finita 'sta benedetta??
 Accorre Jeshim, la simpatica ormeggiatrice: l'àncora ha beccato proprio la catenaria, ben segnalata da due boe in superficie, che regge i pontili a cui siamo tutti ormeggiati.
 Con il suo inglese stentato ci fa capire che il comandante, turco, nella sua scatola cranica "ha più grasso che cervello" ("more fat than brain") e che non è la prima volta che le capita una rogna del genere..
Non c'è niente da fare: dopo quasi due ore di tentativi andati a vuoto,(immagino l'umore del "boss" a bordo...), lasciano giù tutta la magnifica catena inox, più naturalmente l'àncora , mettono un parabordo a segnalarne la presenza e se ne vanno, liberando finalmente l'orizzonte della baietta.
Torneranno la mattina dopo, sempre con il "ferro da stiro"scintillante , e un sub grassoccio pronto ad immergersi.
 Noi "umili velisti", ormeggiati al moletto, più impietosamente di prima, ci sistemiamo tutti quanti a prua per non perderci neanche un dettaglio del ricupero.
E' un affare serio e ci vogliono un paio di ore di avanti e indietro, su e giù del sub, ordini impartiti in turco a gran voce ai marinai di bordo, ma alla fine, con applauso e fischi di esultanza da parte nostra , l'ancora riemerge intatta ! Il sub, rimontato a bordo tra gli applausi, accenna anche ad un inchino...
Il comandante , pancione trattenuto a stento dalla maglietta bianca e baffoni neri, è un pò meno cordiale: chissà se ha mantenuto il suo posto di lavoro per l'estate 2015?