Domenica 5 giugno 2016
Da Admiralty bay ( Bequia) a Charlestown Bay (Canouan )sono ci sono 19 miglia nautiche.
Sempre vento da Est,4/5 Bf, rotta 199°,un bel traverso/ gran lasco.
Navigare in queste acque caraibiche è piacevole,rilassante, senza sorprese.
Niente più "salti di vento" o raffiche catabatiche che ti sdraiano : le abbiamo lasciate in Egeo!
A metà strada ci sarebbe una deviazione verso Est, quindi di bolina stretta ,che ci porterebbe a Mustique,isola privata, donata dal governo delle Grenadine ,una ventina di anni fa,alla principessa Margareth d'Inghilterra, sorella della Regina Elisabetta.
L'isoletta è diventata un "buen ritiro" per VIPs :solo 200 abitazioni,"numero chiuso"!
Noi poveri mortali,per ormeggiare alle boe, dobbiamo sborsare 200USD per tre giorni anche se ci fermassimo una sola notte.
Per fare cosa??
Per sbirciare i personaggi famosi del jet set,mentre passeggiano,finalmente rilassati senza "trucco e parrucco" per le viuzze lindissime e fintissime di Mustique?
Ma... vado piuttosto a Canouan a godermi le tartarughe in libertà:"bye bye Mustique !
L'ancoraggio a Canouan ,all'interno di Charleston bay è sicuro e ben protetto.
Bisogna solo non intralciare la rotta dei traghetti che collegano le Grenadine a St. Vincent e che fanno scalo qui almeno quattro volte al giorno.
C'è un canale che porta al pontile d'ormeggio delimitato da reefs e segnalato da fanale rosso a DX e verde a SX in ingresso.
Attenzione: siamo in Zona A, quindi i colori sono invertiti rispetto al Mediterraneo!
Filiamo l'ancora a Grand Bay, di fronte al "Tamarind Hotel" :fondo sabbioso,acqua cristallina, poche barche, moletto in legno dell'Hotel a cui legare il tender con cavetto d'acciaio e lucchetto.
Il fuoribordo è bloccato allo specchio di poppa da un tubo in acciaio zincato che chiude i morsetti, su cui Robi ha praticato un foro per agganciare un altro lucchetto: finora non ci sono state brutte sorprese, quindi l'antifuro funziona...!
Prima di legare il gommone al molo,filiamo una piccola "Bruce" di prua con tre metri di catena e cima: evitiamo così che la risacca sbatta il tender contro il "dinghi dock" di cemento.
Vicino a noi scendono a terra anche Carlo e Lori di "Amaltea": ormai sono due settimane che ci facciamo buona compagnia.
Il "Tamarind Hotel" ci stupisce per le sue cupole di paglia : all'interno ,la struttura di bamboo intrecciata con liane, senza un chiodo, dimostra tutta l'abilità dei costruttori.
L' erba "cicki -cicki" è originaria del Brasile, rende il tetto impermeabile e permette al calore di uscire.
La direttrice, Cinzia,è italiana, della provincia di Bergamo.
E' riuscita ad aprire un negozietto, "Buon Appetito", all'interno del resort , dove quasi ci commuoviamo: prosciutto di Parma, San Daniele, Finocchiona, norcineria umbra, mozzarella fresca, ricotta...
Ah, i cari antichi sapori di casa...Sigh,quanto ci mancano!
Inutile dire che i prezzi di queste prelibatezze sono inavvicinabili: arriva tutto via aereo dall'Italia a Miamy,poi altro aereo fino a Barbados, poi finalmente volo interno per Canouan, che ha la sua piccola pista di atterraggio vicino al mare.
I "locals" non hanno il becco di un quattrino e credo non abbiano mai varcato la soglia del negozio:e allora, chi compra??
Sorpresa: l'isola di Canouan è quasi tutta proprietà privata di italiani che se la sono comprata dal governo di ST. Vincent e Grenadine,spiagge comprese, una ventina di anni fa.
La strada in cemento che fa il giro dell'isola non è più percorribile per intero: i cancelli dei resort di super lusso,con videosorveglianza attiva 24/24, ne sbarrano l'accesso a chiunque non sia ospite profumatamente pagante dei suddetti paradisi.
"The Pool",l'unico reef caraibico di quasi due miglia di lunghezza,è privato,quindi vietato alle imbarcazioni,ai kite surfs e ai bagnanti: un' eccezione al diritto internazionale che ci lascia a bocca aperta...
Ne parliamo con Debbie, una simpatica signora del posto che ci presenta Terry,"attivista" del movimento locale che vorrebbe riappropriarsi delle spiagge divenute "off limits" per i nativi.
Se ci si inoltra, anche solo a nuoto entro i confini dei resort, l'accusa è di "violazione di domicilio" con arresto immediato.
Ma le spiagge non sono di tutti???
Il demanio non è" pubblico" ovunque nel mondo??
Gli abitanti di Canouan si trovano relegati in una specie di "riserva" sulla loro stessa isola.
Gli ospiti dei resort vivono in una "prigione dorata": si sconsiglia loro di "avventurarsi" in paese o lo possono fare "a proprio rischio e pericolo"...!!!???
Assurdo.
Noi, viaggiatori senza pregiudizi,passeggiando sulla collina, abbiamo conosciuto Debbie che ci ha organizzato anche una magnifica mangiata di aragoste a 10 ECD/pound (475gr) .
Sarebbe totalmente illegale in questa stagione di "fermo-pesca" che dura fino a settembre, ma Debbie non sembra farci troppo caso... noi,con l'acquolina in bocca,nemmeno.
E' un' occasione unica per imparare a cuocere l'aragosta: semplicissimo.
Pentola con acqua fredda, aragoste morte da poco, fuoco allegro,si porta il tutto ad ebollizione e si lascia cuocere finchè i crostacei diventano arancione.
Si scola, si lascia raffreddare.
Appena si possono maneggiare, si spaccano i gusci e se ne estrae la polpa bianca.
A parte si prepara un trito di aglio da amalgamare al burro.
I pezzi di aragosta più due cipolle affettate ad anellini, vengono fatti ammorbidire nella salsina di burro fuso e aglio per qualche minuto.
Un pò di sale,pepe q.b. e qualche foglietta di prezzemolo tritato:il pranzo è servito!
Doppio Slurp!!
...Peccato che fossero solo due chili di aragoste...
Rimaniamo a casa di Debbie e di suo figlio Kishroy buona parte del pomeriggio: dalla terrazzetta della casa in collina sopra Charlestown, possiamo tener d'occhio le nostre due barche placidamente all'ancora a Grand Bay.
Ci piace questo "contatto" con gli abitanti delle isole: finora non ci ha mai deluso!
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lunedì 20 giugno 2016
sabato 18 giugno 2016
Bequia
Martedi 31 maggio 2016
Cinque minuti di navigazione verso NW e,da Ottley Hall siamo di nuovo a Questelles Bay: facciamo rifornimento di mango e papaia.
Ormai è tempo di lasciare l'isola di St. Vincent,ma vorremmo esplorare ancòra Young Island.
Si tenta l'ancoraggio: il campo boe, a pagamento, è fitto di galleggianti disponibili,ma in pieno vento .
Prezzo :45 ECD al giorno, ci informa il" nero "arrivato a tutta birra con il suo barchino.
Decliniamo gentilmente l'offerta e, mentre viriamo per andarcene, il "rasta" tenta una contrattazione finale. Arriviamo a 30 ECD. No grazie!
Parliamo con Carlo al VHF:" La giornata è magnifica,il vento da E sui 25kts ci offre un bel traverso, sono solo una decina di miglia ...si va a Bequia?"" Perchè no!!??"
Dopo due orette raggiungiamo Admiralty Bay e ancoriamo davanti a Princess Margaret Beach.
Fondo di sabbia bianchissima,grande baia ben riparata,poche barche all'ancora,altre alle boe di fronte al paese, belle case dai colori intensi su tutta la collina davanti a noi.
Ad una cinquantina di metri c'è un pontile di legno dove ormeggiare il tender.
Un sentiero attrezzato conduce, con una bella passeggiata tra rocce e spiaggia, fino al centro del paesino di Port Elizabeth.
Bequia ci piace tanto: le case, gli alberghetti ,i baretti lungo il mare sono deliziosi.
L'architettura "creola" con le case color pastello e i fregi in legno traforato dipinto di bianco che rifiniscono i tetti, ricordano tanto i mazzetti di fiori "Biedermayer" : sembra di vivere in una bomboniera.
C'è un mercatino di frutta e verdura , un piccolo market con i prodotti essenziali e i soliti prezzi assurdi: per adesso siamo a posto...
Sopravviveremo per almeno altre due settimane con la scorta fatta a St. Vincent, poi vedermo.
La caccia alla balena è stata per tanti anni l'occupazione principale degli abitanti di Bequia.
Ne rimane una traccia nel coloratissimo "Whale's Bar", dove le sedute degli sgabelli sono ricavate dalle vertebre delle balene e due notevoli"costole" fanno da arco all'ingresso del locale.
C'è anche una tettoia rotonda (museo??), chiusa da sbarre,intorno a cui si passeggia, su una collina sul versante Est dell'isola, dove si possono vedere gli "attrezzi del mestiere" e le barche che i balenieri usavano per avvicinarsi ai cetacei : barchini stretti e lunghi,in legno,da brivido...
La caccia alle balene si è esaurita intorno al 1950 e l'isola adesso vive di turismo.
A Port Elizabeth vado a visitare la redazione di "Compass" la rivista gratuita che si può trovare in ogni Marina o Chandler Shop dei Caraibi: i naviganti più tecnologici, come il caro Max di "Y2K" la scaricano direttamente da internet...
E' una fonte attendibile di notizie utili e informazioni in tempo reale che coprono tutta l'area delle Piccole Antille: da qui arriva anche la sconcertante notizia di un episodio di pirateria, accaduto alla fine di maggio 2016 nell'area delle Tobago Keys...
Speriamo di essere fortunati e di poter evitare un'esperienza così traumatica.
Finora i nostri rapporti con i "locali" sono stati cordiali e sereni.
Non ci siamo mai sentiti minacciati nè mal visti: solo sorrisi e simpatia, nessuna insistenza nel proporre ormeggi o acquisti.
Ci sta andando benone, anche perchè, grazie a "Compass", evitiamo accuratamente le baie troppo turistiche "infestate" dai "Boat Boys" .
A Saint Vincent è nata un'organizzazione legale di "ormeggiatori", con tanto di tessera da portare appesa al collo con foto,nome e cognome.
In marzo,quest'anno, nella baia di Wallilabou, isola di St. Vincent,uno skipper è stato ucciso a colpi di pistola e un suo amico ferito con il machete .
Si è sentito parlare di droga e di regolamento di conti ma sembra che la polizia non ci metta molto impegno nello stroncare la delinquenza locale...Caraibi...!
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